Logo dell’AFC Challenge Cup 2014 [ ©: AFC]

Può capitare che non tutti i fanatici di calcio abbiano come eroe personale Leo Messi, Cristiano Ronaldo e/o ogni altra superstar attualmente in voga sul palcoscenico mondiale. Può anche capitare che l’idolo di turno, invece di percepire decine e decine di milioni di euro ogni anno, debba sopravvivere con l’equivalente di circa 800 dollari al mese, come accade al nazionale nepalese Santosh Sahukhala, il calciatore più pagato di tutto il suo paese. E infine, accade persino che queste “star” un po’ diverse rispetto a quelle a cui siamo abituati, siano idolatrate da interi paesi o regioni.

Di storie del genere in un continente come l’Asia se ne verificano moltissime, e hanno tutte la loro particolarità. Non per tutti la gloria deve coincidere col vincere la Champions League o i Mondiali, anzi, a volte il successo può significare anche qualificarsi ad un torneo sconosciuto ai più, come la Challenge Cup.

La Challenge Cup è una coppa biennale contesa dalle nazionali asiatiche minori ed “in via di sviluppo”. Nonostante le squadre partecipanti non abbiano molta familiarità con il calcio ad alti livelli, il vincitore della manifestazione stacca un biglietto per la Coppa d’Asia del 2015, che verrà disputata in Australia, ed avrà la chance di confrontarsi con avversari di lusso. E senza la Corea del Nord, abituale dominatrice del torneo, esclusa a partire da quest’edizione, scoprire quale sarà l’outsider che proverà ad ostacolare le big del continente come Giappone, Australia e Corea del Sud diventa ancora più interessante. Di sotto, presentiamo un quadro completo delle qualificazioni alla Challenge Cup, conclusesi nella giornata di ieri.

GRUPPO A

Squadre partecipanti: India, Myanmar, Taipei Cinese, Guam.

Per l’India, l’occasione per riscattarsi dall’ultima edizione del torneo disputata l’anno scorso, nella quale le Tigri Blu sono tornate a casa senza punti e reti segnate nelle tre partite del Gruppo B, si presenteva più ghiotta che mai. Ma la squadra di Wim Koevermans ha dovuto fare i conti con un Myanmar in netta ripresa dopo i recenti progressi, testimoniati dai buoni risultati al turno preliminare della Suzuki Cup e dai successi a livello giovanile (su tutti, la qualificazione della selezione birmana under-23 alla Coppa d’Asia di categoria). E, vedendo alla fine l’esito del girone, i timori della compagine indiana erano più che giustificati: a spuntarla, infatti, è stato proprio il Myanmar.

Prima giornata

Come si potrà notare anche in seguito, il Gruppo A è il primo dei gironi delle qualificazioni della Challenge Cup dal risultato apparentemente scontato. Mettendo da parte Guam e Taipei Cinese, le due outsider, almeno in teoria, la questione qualificazione si presagiva una lotta a due tra India e Myanmar. Per certi versi, così è stato, e i risultati della prima giornata lo dimostrano. L’India ha aperto la sua campagna con un 2-1 nei confronti di Taipei Cinese, risultato prevedibile anche se giunto solamente allo scadere, con una rete dell’attaccante Robin Singh. Molto più comodo è stato per il Myanmar, che ha disputato tutto il turno fra le mura amiche, archiviare la pratica Guam. Nonostante un sensibile miglioramento dei guamensi mai registrato prima d’ora, con l’inclusione in squadra di calciatori militanti all’estero come il centrocampista Ryan Guy (che gioca nella MLS con il New England Revolution) o il difensore Shawn Nicklaw (dei danesi dell’HB Koge), il Myanmar ha avuto vita facile ed ha stravinto per 5-0 di fronte al proprio pubblico. Tra i marcatori è risultato anche Kyi Lin, nuovo astro nascente del calcio del sud-est asiatico messosi in luce nella scorsa Suzuki Cup, che si contende con Kyaw Ko Ko (che, causa infortunio, non ha portuto partecipare né alla Suzuki Cup, né in queste qualificazioni) lo scettro di miglior talento del paese.

Seconda giornata

Il secondo turno ha fatto registrare la prima, grande sorpresa del raggruppamento. Se il 4-0 dell’India al Guam non ha di certo sorpreso (doppietta di Sunil Chhetri, appena tornato in patria ai Churchill Brothers dopo la poco fortunata esperienza portoghese con la squadra B dello Sporting Lisbona), l’1-1 tra Myanmar e Taipei Cinese invece sì, eccome. La vittoria dei birmani appariva garantita fin dai pronostici, ma il risultato maturato sul campo ha rovesciato completamente le carte in tavola, sebbene tra le polemiche, con il pareggio di Taipei arrivato a dieci minuti dal termine su un rigore più che discutibile trasformato da Lee Meng-chian. Questo spostava largamente l’ago della bilancia a favore dell’India, la quale aveva a disposizione due risultati su tre per potersi comodamente qualificare alla fase finale del torneo.

Terza giornata

Nel maggior momento di difficoltà, invece, è venuto fuori il caratteri dei giovani terribili del Myanmar, che hanno saputo vincere la pressione dell’obbligo dei tre punti e numerose circostanze avverse, come errori arbitrali ed una serie impressionante di infortuni. Con una prestazione di grinta e coesione, la squadra padrona di casa non ha mai smesso di lottare, trovando il goal vittoria al 75′ con l’attaccante Soe Min Oo, il quale non doveva nemmeno essere schierato, viste le sue precarie condizioni fisiche. E l’India, che aveva visto rafforzarsi notevolmente il proprio status di favorita del gruppo, si è vista frantumare di colpo un obiettivo praticamente già raggiunto, facendosi clamorosamente eliminare visti i risultati delle seconde classificate degli altri raggruppamenti. Per dovere di cronaca, uno sguardo anche all’altro match dell’ultimo turno, che altrimenti finisce nel dimenticatoio: tutto ciò che Taipei Cinese aveva fatto di buono contro India e Myanmar l’ha rovinato contro l’avversario meno temibile, il Guam, che con un secco 3-0 ha travolto la squadra dell’isola di Taiwan, ottenendo in meno di dieci mesi la sua terza vittoria più ampia di sempre (dopo altri due successi con punteggio identico contro Macao).

Classifica:

Myanmar 7

India 6

Guam 3

Taipei Cinese 1

GRUPPO B

Squadre partecipanti: Tajikistan, Kyrgyzstan, Pakistan, Macao.

Fin da subito in questo girone i riflettori erano puntati su Kyrgyzstan e Tajikistan, le due nazionali che, almeno sulla carta, avrebbero dovuto contendersi il primato. Pertanto le attenzioni erano tutte rivolte al match finale tra i sei da disputare nel gruppo, ovvero quello che vedeva opposti i due ex territori sovietici. Infatti Pakistan e Macao, le altre due squadre del girone, non rappresentavano un fattore di preoccupazione, ed erano stati bollati fin da subito con l’etichetta di “whipping boys”, come direbbero gli inglesi (o squadre materasso, per usare un gergo a noi più familiare), per il tasso tecnico notevolmente inferiore e limitato rispetto alle altre due compagini. E questa volta, sebbene con molte più difficoltà del previsto, il pronostico è stato rispettato.

Prima giornata

Il primo turno vedeva opposti, in ordine di tempo, il Tajikistan al Pakistan, da considerare come la terza forza del girone ma distanziata da un netto divario tecnico dalle prime due, e qualche ora dopo i padroni di casa del Kyrgyzstan (tutte le gare si sono infatti svolte allo Spartak Stadium di Bishkek) contro Macao, storicamente tra le più modeste nazionali asiatiche e del mondo.

Per i tajiki il compito si è rivelato molto più complicato del previsto: la truppa del serbo Nikola Kavazović è prevalsa solo per 1-0 contro il Pakistan grazie ad una rete ad un minuto dal termine del capitano Khurshed Makhmudov, che non segnava da oltre cinque anni in nazionale.

Qualche attenuante alla compagine tajika non manca: gran parte dei calciatori più talentuosi, tutti militanti nell’Europa dell’Est come la stella Manuchekhr Dzhahilov e Parvizdzhon Umarbaev (che giocano nella seconda divisione russa, con il Neftekhimik Nizhnekamsk), o il difensore Farhod Vasiev (del Volgar-Gazprom Astrakhan, anch’essa compagine della serie cadetta russa), erano assenti, e la squadra doveva contare quasi esclusivamente su calciatori del campionato locale. A questo bisogna aggiungere che anche il Pakistan è migliorato molto negli ultimi anni, con la naturalizzazione di diversi calciatori provenienti dalle serie minori europee (ben quattro dalla sola Danimarca). Ciononostante, la sofferenza dei tajiki per portare a casa i tre punti è stata ben oltre il lecito consentito.

Due ore dopo è stato il turno del Kyrgyzstan, dal quale ci si aspettava una goleada contro Macao, in virtù dell’abisso tecnico tra le due selezioni. In realtà, i padroni di casa hanno strappato solamente un misero 1-0, grazie ad un’incornata vincente sullo scoccare dell’intervallo del debuttante David Tetteh, ghanese-kirghiso che risulterà l’uomo-chiave anche degli incontri dei turni successivi. In generale, dopo i primi due incontri è apparso subito evidente come lo squilibrio all’interno del gruppo fosse meno ampio del previsto.

Seconda giornata

Il secondo turno ha visto invertito l’ordine degli incontri tra i vincenti e i perdenti del primo, con il Tajikistan che questa volta doveva affrontare Macao e il Kyrgyzstan che invece doveva vedersela con il Pakistan. La prima gara tra Tajikistan e Macao non ha regalato sorprese, ed era altamente improbabile pensare che qualcosa di inaspettato potesse accadere. Già era sorprendente vedere il punteggio ancora fermo sullo zero a zero all’intervallo: nella ripresa i favoriti tajiki hanno regolato i conti con la doppietta di Jamshed Ismailov, intervallata dalla siglatura del 19enne Jahongir Ergashev, per il 3-0 finale.

Più ostica, ma questo era da mettere in conto dopo la prima incoraggiante gara del Pakistan, è stata la vittoria del Kyrgyzstan, uscito vincitore ancora per 1-0 e nuovamente grazie ad un goal di David Tetteh, dopo trenta secondi di gioco. Alla fine del secondo turno, almeno per quanto riguarda la classifica, i pronostici sono stati rispettati: tutto si deciderà nello scontro tra Kyrgyzstan e Tajikistan, entrambi in testa con sei punti. Pakistan e Macao si affronteranno invece per non tornare a casa a mani vuote.

Terza giornata

La “finalina per il terzo posto”, epiteto con cui viene naturale descrivere il match tra Pakistan e Macao vista la situazione di classifica, non tradisce le attese e termina 2-0 per la squadra pakistana allenata da Zaviša Milosavljević (ex professore di educazione fisica all’Università di Belgrado), grazie alle reti di Hassan Bashi e Kalim Ullah.

Ma ovviamente, era l’altro incontro ad avere un peso specifico enorme, con in palio un posto diretto alla Challenge Cup. E ancora una volta, a farla da padrone è stato il pluricitato ghanese-kirghiso, David Tetteh, il quale, dopo un errore in un rilancio del portiere tajiko Alisher Tuychiev con un preciso sinistro da distanza ravvicinata ha firmato l’unico goal dell’incontro, facendo esplodere gli oltre 15,000 kirghisi accorsi allo Spartak Stadium e qualificando il suo (nuovo) paese. E firmando contemporaneamente, visti i risultati di tutti gli altri gironi, la condanna all’eliminazione del Tajikistan.

Classifica:

Kyrgyzstan 9

Tajikistan 6

Pakistan 3

Macao 0

GRUPPO C

Squadre partecipanti: Laos, Afghanistan, Mongolia, Sri Lanka.

Con Laos, Afghanistan, Mongolia e Sri Lanka, il girone C si annunciava come il raggruppamento più equilibrato di tutta la fase di qualificazioni della Challenge Cup. E non a caso, l’esito del vincitore è rimasto incerto fino agli ultimi secondi dell’ultima gara, poiché sarebbe bastato un goal al Laos contro l’Afghanistan per ribaltare completamente le sorti del gruppo. Invece, alla fine, a festeggiare sono stati proprio i giovani emergenti afghani, che almeno hanno regalato alla propria gente qualcosa su cui sorridere considerata la drammatica situazione politico-civile che da anni tormenta il poverissimo paese montuoso centrasiatico.

Prima giornata

Il primo round di incontri vedeva opposti l’Afghanistan allo Sri Lanka e la Mongolia al Laos, con quest’ultimi anch’essi potenzialmente avvantaggiati dal fattore casa (che, vista la deludente affluenza del pubblico laotiano, non si è rivelata molto d’aiuto).

La talentuosa compagine afghana, infarcita di giovani militanti in Europa (soprattutto in Germania) dalle buone prospettive di carriera, ha regolato la pratica Sri Lanka grazie ad una rete al 45′ del bomber Balal Arezou, miglior capocannoniere di sempre della nazionale con nove reti e di proprietà dei norvegesi dell’Asker Football, anche se ora si trova in prestito in India con i Churchill Brothers.

Al pari del successo afghano, ci si aspettava che anche il Laos potesse avere vita facile con la Mongolia, squadra la cui ultima partita ufficiale risaleva addirittura a quasi due anni fa, al 3 luglio 2011, con la sconfitta per 2-0 contro il Myanmar a Yangon nelle qualificazioni a Brasile 2014.

Il Laos, inoltre, aveva ben figurato nella recente Suzuki Cup, la Coppa delle nazioni dell’Asia del Sud-est, venendo eliminato ai gironi con un solo punto ma rischiando clamorosamente la qualificazione alle semifinali dopo una buonissima prova offerta contro Singapore (che poi vinse 4-3) ed il pareggio per 2-2 con l’Indonesia nel turno d’apertura.

La squadra sudest-asiatica, invece, ha sprecato la favorevolissima chance di portarsi subito a pari merito con l’Afghanistan pareggiando solo per 1-1 con la Mongolia, punteggio che poi risulterà decisivo ai fini del discorso qualificazione. Al goal laotiano di Vilayout Sayyabounsou al 33′ ha risposto sulla sirena dell’intervallo il centrocampista Tsedenbal Tumenjargal, la cui siglatura ha regalato un insperato punto agli ospiti mongoli.

Seconda giornata

Il primo match del secondo turno vedeva opposte Afghanistan e Mongolia, le due nazionali uscite più soddisfatte dai risultati della prima giornata. Dal canto di una superiore capacità tecnica, l’Afghanistan è riuscita a fare en plein ottenendo la seconda vittoria in altrettante gare, ancora per conto di un goal di Bilal Arezou, al 59′.

La vittoria afghana non era di certo il risultato che il Laos desiderasse, visto che se la Thim Xad (la nazionale di calcio del Laos viene così chiamata dai locali) non avesse ottenuto i tre punti contro lo Sri Lanka, le sorti del girone sarebbero già state decise con un turno di anticipo. Questa volta però il Laos non ha tradito le attese, vincendo un match combattuto e ricco di occasioni da rete per 4-2, di fronte a circa 1,000 spettatori (ben pochi rispetto alle abituali e ingenti folle di appassionati che seguono con ardore le nazionali del sud-est asiatico).

Terza giornata

Laos-Afghanistan era la sfida cruciale, dalla quale sarebbe uscita la terza qualificata alla Challenge Cup 2014. Sri Lanka e Mongolia, infatti, erano già automaticamente eliminate dopo le sconfitte nel secondo turno, ed il successo per 3-0 dello Sri Lanka (reti di Chathura Gunaratne e doppietta di Malik Migara) è risultato utile solo ai fini del Ranking e per essersi tolti la soddisfazione di una vittoria.

Vittoria che invece, il Laos, ha solo sfiorato, contro l’Afghanistan. Khampheng Sayavutthi, attaccante che milita in Thailandia nell’Ang Kong FC, ha fatto sognare per circa ventotto minuti i tifosi di casa con la sua rete al 30′, mentre ci ha ripensato Sandjar Ahmadi, tra i talenti più interessanti di tutto il calcio afghano, a riportare in equilibrio le ostilità. E con l’1-1 finale, a passare in ultimo è stata l’Afghanistan.

In realtà, a torneo concluso per qualche giorno anche il Laos pensava di aver staccato un biglietto per le Maldive (paese organizzatore della manifestazione), dato che per un improvviso forfait del Brunei nel Gruppo E, con i risultati ottenuti la squadra laotiana era tra le prime due seconde, che ottengono il pass per il torneo in sé insieme a tutte le prime classificate. Ma un intervento dell’AFC ha nuovamente cambiato le carte in tavola, decretando una vittoria per 3-0 a tavolino ad ogni squadra che avesse dovuto affrontare il Brunei. Così facendo, il Laos è riscivolato giù nella graduatoria delle seconde (arrivando persino ad essere la peggiore seconda!), lasciando il posto a Bangladesh e Turkmenistan.

Classifica:

Afghanistan 7

Laos 5

Sri Lanka 3

Mongolia 1

GRUPPO D

Squadre partecipanti: Nepal, Palestina, Bangladesh, Isole Marianne Settentrionali.

C’era tanta attesa per vedere all’opera il Nepal nel Gruppo D, visto che la compagine himalayana può da sempre contare su un tifo incandescente e tra i migliori di tutto il panorama asiatico. Ma non solo, i motivi di interesse nel penultimo girone del turno di qualificazione erano molteplici: ad esempio la Palestina, che si sta conquistando uno spazio di assoluto rispetto nel calcio continentale, e la straordinaria partecipazione delle Isole Marianna Settentrionali, unica nazionale non affiliata alla FIFA a disputare la manifestazione. A completare il quadro c’era il Bangladesh, la meno “struggente” tra le quattro. Ma, approfittando di questo ruolo in secondo piano, è stato proprio il Bangladesh a regalare la sorpresa più inattesa del gruppo, qualificandosi assieme all’emergente Palestina.

Prima giornata

Nel primo incontro del raggruppamento, la Palestina ha sconfitto di misura e con molti più patemi del previsto il Bangladesh, con una rete a dodici minuti dalla fine del difensore Haytham Theeb. L’attesa era però tutta per il debutto degli adorati padroni di casa del Nepal, seguiti da oltre 17,000 spettatori per la loro prima gara contro le Isole Marianne Settentrionali. Il Nepal ha stravinto per 6-0 (non c’erano molti dubbi, anzi vista l’inesperienza delle debuttanti Marianne ci si aspettava un punteggio persino più largo), con una tripletta del centrocampista offensivo Bharat Khawas, che aveva già mandato in delirio il suo paese per aver firmato, quasi due anni fa, il goal alla Giordania nelle qualificazioni ai mondiali decisivo per l’1-1 casalingo. Risultato inutile visto che il Nepal era stato annientato per 9-0 in trasferta ad Amman, ma il bello del calcio asiatico sta proprio in questo.

Seconda giornata

Le povere Isole Marianne Settentrionali hanno visto la propria porta bucata addirittura tre in volte in più rispetto alla sconfitta con il Nepal nel loro secondo match contro la Palestina, perdendo con un un emblematico 9-0. Nulla di nuovo fin qui, ma le cose cominciano spostando le attenzioni sull’altra partita, tra Nepal e Bangladesh.

Questa volta gli spettatori al Dasarath Rangasala Stadium erano circa 20,000, tutti pronti ad inneggiare la propria squadra di fronte al match che avrebbe rivelato la vera candidata al secondo posto del girone, dando per scontata la vittoria palestinese. Contro un ambiente ostile ed un avversario decisamente agguerrito, a prevalere è stato il Bangladesh, vittorioso per 2-0 con una doppietta di Shakhawat Rony. Per il Nepal la situazione cominciava a farsi disperata: per sperare ancora nella qualificazione diventava cruciale vincere contro la Palestina nell’ultima gara.

Terza giornata

Ma, nonostante la coraggiosa prova contro un avversario nettamente superiore, la compagine nepalese non è andata oltre lo 0-0, finendo al terzo posto del girone, vista il contemporaneo successo del Bangladesh contro le Isole Marianne Settentrionali per 4-0. Il Nepal non avrà dunque l’occasione di riscattare l’ultima deludente edizione della Challenge Cup, ospitata dallo stesso Nepal, che ha perso però tutte e tre le partite contro la stessa Palestina, Maldive e Turkmenistan.

Il Bangladesh, invece, ribaltando ogni pronostico, potrà ancora continuare a sognare.

Classifica:

Palestina 7

Bangladesh 6

Nepal 4

Isole Marianne Settentrionali 0

GRUPPO E

Squadre partecipanti: Filippine, Turkmenistan, Cambogia, Brunei (poi ritirato).

Il Gruppo E era il girone che presentava con ogni probabilità le due squadre più forti e competitive delle qualificazioni, le Filippine e il Turkmenistan, finalista delle ultime due edizioni della Challenge Cup ma sconfitto in entrambi i casi dalla Corea del Nord.

Inoltre, questo è stato il primo gruppo nel quale si è registrato il ritiro di una formazione, il Brunei, che per circostanze misteriose non ha potuto partecipare al torneo (in precedenza, prima ancora che cominciassero le qualificazioni, Bhutan e Timor-Est avevano alzato bandiera bianca).

Prima giornata

Conseguentemente all’auto-esclusione del Brunei, a tutte le altre tre formazioni è stata assegnata una vittoria a tavolino per 3-0 contro la squadra del sultanato. Pertanto, invece di due partite per giornata, in questo girone si è disputata effettivamente solo una gara per turno, che in occasione della prima giornata era quella tra Turkmenistan e Cambogia. Il 7-0 del Turkmenistan lascia poco spazio ai commenti: la differenza tra le due squadre è semplicemente insormontabile. Eppure, fino a poco tempo fa la Cambogia aveva mostrato incoraggianti segni di miglioramento, tutti scemati, però, nelle quattro gare (risultate in altrettante sconfitte) di qualificazione alla Suzuki Cup, dove i “guerrieri Khmer” sono dovuti soccombere 1-5 a Timor-Est, 0-1 al Laos, 2-3 al Brunei e 0-3 al Myanmar. Notare che nel Turkmenistan ha siglato una doppietta Wladimir Baýramow, ex attaccante di lungo conto del Rubin Kazan.

Seconda giornata

Il secondo turno ha visto il debutto delle Filippine, una squadra cresciuta esponenzialmente negli ultimi due anni, che tra le proprie fila vanta, tra gli altri, calciatori che militano in Bundesliga e Premier League (Stephan Schröck dell’Hoffenheim e il portiere Neil Etheridge del Fulham). I nomi di livello nella squadra filippina sono ormai divenuti numerosi, e tra questi c’è Phil Younghusband, stella assoluta della nazionale ed ex attaccante delle giovanili del Chelsea, club nel quale ha compiuto tutta la trafila assieme al fratello James, anch’egli bandiera delle Filippine. Phil è stato l’uomo simbolo della goleada con cui le Filippine hanno debuttato di fronte al proprio pubblico contro la mal capitata Cambogia, siglando quattro reti nell’8-0. Un divario del genere risulta impensabile, se si pensa che solo a settembre le due nazionali avevano pareggiato 0-0 in un’amichevole disputata a Phnom Penh. Per la Cambogia l’esito di queste qualificazioni alla Challenge Cup è a dir poco disonorevole: tralasciando la vittoria a tavolino contro il Brunei, la squadra ha subito quindici reti in due partite, senza segnarne nessuna. Il lavoro per il ct Prak Sovannara si preannuncia molto, molto lungo.

Terza giornata

Vista l’enorme differenza reti a proprio vantaggio di cui sia Filippine e Turkmenistan potevano godere prima di sfidarsi nell’ultima giornata del girone, entrambe erano già virtualmente qualificate ed ogni risultato sarebbe stato utile solo ai fini della classifica. La vittoria dei padroni di casa per 1-0, con goal decisivo tanto per cambiare del solito Phil Younghusband al 67′, è un segnale da non sottovalutare in vista del torneo in sé, che si disputerà esattamente tra un anno. Non è un sacrilegio, infatti, affermare che le Filippine partono da favorite, assieme allo stesso Turkmenistan. E dato che un anno fa il sogno degli Azkals è stato interrotto proprio dai turkmeni alle semifinali, con un 2-1 maturato solo negli ultimi minuti di gara (il Turkmenistan, infatti, era sotto 1-0 fino all’80’), la fame di rivincita del popolo filippino non sarà saziata se non restituendo lo stesso favore ai propri avversari. In questo senso, la vittoria per 1-0 in queste qualificazioni non va sottovalutata.

Classifica:

Filippine 9

Turkmenistan 6

Cambogia 3

Brunei 0

Ecco, in ultimo, le squadre che l’anno prossimo si contenderanno la Challenge Cup:

Maldive (paese organizzatore), Myanmar, Kyrgyzstan, Afghanistan, Palestina, Bangladesh, Filippine, Turkmenistan.

Christian Rizzitelli