In una delle mie precedenti vite professionali ho fatto anche il preparatore di due squadre importante che militavano in Serie A e B, alternando momenti di gioia (per le promozioni) e di disperazione (per le retrocessioni). Particolarmente lunga e densa fu l’esperienza bresciana, prima al fianco di Mircea Lucescu, poi di altri allenatori tra cui Edy Reja e Beppe Materazzi.

Un dei ragazzi più intelligenti ed educati conosciuti a Brescia fu Fabio Gallo, arrivava dall’Alessandria, scuola Inter, un regista classico che dopo un primo anno di ambientamento trovò la sua collocazione in pianta stabile nella stagione 93-94 quando fincemmo uno splendido campionato.

Da Brescia migrò poi su altre sponde e nel suo lungo pellegrinare ha vestito anche la maglia dei rivali bergamaschi (ma è questo un reato per un giocatore professionista?).

Oggi Fabio Gallo, che è stato reentemente brillante e efficace doente anche al corso pisano di Calcio 4D, è un bravo e moderno allenatore. Marco Giampaolo l’ha voluto al suo fianco per provare a costruire un progetto vincente.

Alla presentazione di ieri la Digos ha impedito a Fabio di esserci, gli ultras non lo vogliono, contestandogli i trascorsi con l’Atalanta. Parliamo di storie di 18 anni fa… è possibile nel 2013 una storia del genere?

Io nel mio piccolo faccio il tifo per l’intelligenza. Fabio può dare tanto al Brescia da allenatore come lo fece da calciatore. I tifosi devono capire che conta la professionalità e l’impegno e quello che uno ha dimostrato con la sua storia personale di saper fare.

Mi appello al buon senso dei tifosi di stare sereni. Fabio sarà un grande acquisto. Corioni difficilmente sbaglia le scelte. Fateli lavorare, dategli il tempo necessario per conquistarsi la vostra fiducia.

Forza Fabio! Forza Brescia!