Il settore giovanile dell’Atalanta è, a detta di tutti, uno dei migliori d’Italia. I meriti vanno naturalmente suddivisi tra chi lavora in ambito tecnico e metodologico e chi cura gli aspetti pedagici e umani.

Per questo diventa importante il contesto. Per questo sono andato a curiosare questa mattina alla Casa dei giovani nerazzurri che negli anni ha ospitato dei bambini come Pazzini,Donati, Montolivo e tanti altri.

Ad accogliermi ho trovato il responsabile della Scuola Calcio Stefano Bonaccorso educatrice e psicopedagogista. Si è parlato di apprendimento, di principi, di tecnica, di didattica, di linguaggio.

Al termine del prezioso meeting ecco sbucare nella hall un mio ex giocatore del Brescia, Fabio Gallo, allora centrocampista dai piedi buoni e dalla grande visione di gioco. Insomma un giocatore che sapeva cos’è il pensiero tattico. Non è un caso che oggi si ritrovi sulla prestigiosa  panchina della Primavera dell’Atalanta.

Stava partendo, con la sua squadra,  proprio per Brescia (corsi e ricorsi storici) per il sempre sentito derby. L’abbraccio e il mio in bocca al lupo non gli sono serviti a portare a casa i tre punti (il risultato finale è poi stato di 1-1) ma il suo cammino come mister sarà ancora molto lungo.