Dopo la full immersion nella folla appassionata dei tifosi partenopei trovo un’atmosfera più tranquilla e riservata del ritiro del Bologna.  Piombo ad Andalo verso le 19 per incontrare Stefano Pioli proprio mentre arriva capitan Diamanti che viene accolto con affetto dal suo mister.

Io nel frattempo faccio due parole con vecchio amico Davide Lucarelli, che avevo allenato ai tempi del Pisa di Anconetani, e che ora è prezioso collaboratore tecnico di Pioli.

Con Pioli prendo un aperitivo al bar dell’hotel, mi spiega gli obiettivi che si è posto quest’anno, la voglia di fare un salto di qualità avendo un gruppo collaudato e quindi delle certezze da cui ripartire. E’ curioso di sapere cosa ho visto a Dimaro, come allena Benitez e, confrontandosi, scopro che ci sono dei punti di contatto. Anche il suo Bologna partirà dal 4-2-3-1, anche lui vuole che i mediani abbiamo la libertà di inserirsi in avanti costruendo coi due esterni di parte una catena interscambiabile. L’importante è che uno dei 3 stringa e dia la copertura preventiva. Sono curioso di rivedere questi meccanismi in campo E’ uno dei motivi per cui sto facendo questo faticoso tour alpino. Capire le idee degli allenatori per comprendere meglio quello che accadrà la domenica sui campi di Serie A.

Nella hall trovo anche altri amici di passaggio: Giovanni Ferraro, direttore commerciale della Installer, azienda che si occupa di prodotti multimediali per i calciatori, e Michele Crestani, responsabile della SICS, azienda storica ormai nel panorama delle software house che orbitano intorno al mondo del calcio, mio competitor diretto ai tempi della Digitalsoccer.

Lascio Pioli al suo capitano ritrovato con la promessa di andarlo ancora a trovare a Sestola dove il Bologna proseguirà la preparazione pre-campionati in agosto. Proseguo per Auronzo di Cadore dove cercherò di capire come si sta preparando la Lazio di Petkovic.