Grazie a My Sky ogni tanto riesco a vedermi qualche film e non solo ragazzi che rincorrono affannosamente un pallone. Ieri sera ho potuto, così, vedermi un film che avevo registrato qualche settimana fa e che era in lista d’attesa: The Social Network.

Nonostante fossi molto stanco sono arrivato facilmente oltre la mezzanotte senza appisolarmi, mentre mia moglie e il gatto ronfavano alla grande. Le vicende personali dei fondatori di Facebook sono costruite bene alternando il dibattimento giudiziario con flashback appassionanti.

Mark Zuckerberg per me alla fine ne esce bene. Ha una suo coerenza morale e professionale che “mi piace”… per dirla a modo suo. Sin dall’inizio sacrifica, donne (la ragazza lo molla), amicizie (litiga col suo amico e co-fondatore), soldi (non vuole le inserzioni pubblicitarie) pur di realizzare il sogno della sua vita. Programma codice giorno e notte, ogni spunto gli fa scattare qualche idea coerente per il suo progetto, molla l’università perchè sente altrove la sua missione.

Mi viene però una riflessione dal retrogusto amaro: quanto indietro sono le università italiane rispetto a quelle americane nel favorire e sostenere le idee dei propri studenti. Da Harvard nascono start up che facilmente trovano fondi d’investimento e sbocco nel mondo del mercato, da noi questo bridge tra università, imprenditoria e finanza non esiste se non in alcuni rari casi, come alcune iniziative del Politecnico di Torino o l’Università San Anna di Pisa.