Non immaginavo. Davvero non credevo possibile che una platea di bambini e genitori restasse incollata per più di due ore sulle poltroncine di un salone d’albergo, con l’aria condizionata in panne in una calda sera di fine giugno. E dopo quella abbondante lezione del professor Bacconi ho capito che il calcio è tutt’altro. Ho capito che i criteri di informazione da me adottati, sono anche giusti, ma fondati su di un presupposto sbagliato: il pallone unicamente in chiave business. Manca a tutti noi, sì tutti, il senso della formazione per il bambino che sogna di essere un calciatore, a cominicare dai messaggi ereditati dal calcio dei grandi: la tattica asfissiante per raggiungere sempre ed unicamente l’obiettivo della vittoria. Ma per ragazzini come quelli che ho visto finalmente soddisfatti, senza la pressione di genitori che avrebbero voluto essere dei campioni al posto loro, è fondamentale ritrovare il presupposto del gioco, del divertimento, fine a se stesso. Magari sarà una goccia d’acqua in un oceano, però l’insegnamento di Bacconi ha lasciato una traccia profonda in tutti quelli che hanno seguito il suo Calcio 4D ad Ischia. Ecco perchè penso che questa procedura formativa per gli istruttori di calcio che seguono i ragazzini, necessiti di un progetto nazionale a livello scolastico. Ed io sarei felice di poterne fare parte.

 

Raffaele Auriemma (noto giornalista campano presente al convegno  di Ischia in qualità di moderatore).