Una mia amica di Torino Gladys Bounous,, psicologa dello Sport sta lavorando da un pò di tempo su una nuova frontiera del Mental Training che mi piace ospitare all’interno del mio blog.

Si sta, infatti, diffondendo soprattutto all’estero una nuova metodologia di allenamento mentale per andare incontro alle esigenze degli atleti che spesso si trovano a dover stare lontano da casa anche per lunghi periodi, sfruttando le risorse del web 2.0.

Grazie allo sviluppo delle nuove metodologie di comunicazione si sono iniziati a sviluppare dei training di allenamento mentale “virtuali” o meglio “a distanza”. Skype è diventato uno strumento in grado di creare uno spazio che permette l’incontro tra atleta e psicologo sportivo e dove si sviluppano i protocolli di training. Gli strumenti di lavoro si sono trasformati in strumenti online e il tutto viene gestito in una visione 2.0!

I vantaggi per l’atleta sono numerosi:

  • migliore organizzazione del proprio tempo: il training mentale può essere gestito in orari più flessibili e in qualunque posto ci si trovi, basta avere una connessione e un ambiente tranquillo.
  • la possibilità di essere seguiti ovunque: e quindi di poter fare sessioni di lavoro anche durante le competizioni, cosa spesso impossibile perchè non ci si può permettere un mental trainer che ci segue in gara
  • la riduzione dei costi del programma: anche l’aspetto economico viene influenzato positivamente da questa nuova modalità in quanto si abbattono le spese di trasferta e anche lo psicologo, riducendo i costi fissi, può applicare tariffe agevolate
  • la possibilità di ricevere tutti gli strumenti di lavoro sulla propria mail di poterli gestire in autonomia

Ma a questo punto sorge spontanea una domanda? Se ci sono tutti questi vantaggi perchè è ancora così poco diffusa?

Lo psicologo “on-line” è una realtà sempre più abituale in paesi come gli Stati Uniti, in via di sperimentazione in Spagna e Regno Unito, mentre qua in Italia ci sono ancora numerose resistenze. La più forte, anche da parte di noi psicologi è legata al fatto che la relazione psicologo-atleta (fondamentale per una buona riuscita del training) diventi asettica, distante, fredda e quindi improduttiva.

Il libro di Gladys Bounous nasce dall'esperienza pratica di atleti che hanno scelto di integrare la loro preparazione olimpica con l'allenamento mentale

Esistono però numerosi studi che stanno dimostrando l’efficacia della terapia online anche per il trattamento di disturbi psicologici importanti quali il trattamento per la riduzione del dolore cronico, depressione lieve, ansia, piccole fobie, anoressia e bulimia.
Secondo la ricerca pubblicata dalla rivista Australian and New Zealand Journal of Psychiatry, una serie di programmi su internet utilizzati da piu’ di 1.000 persone mostra di aver prodotto migliori risultati di quelli ottenuti con specialisti in alcune delle migliori cliniche di salute mentale.
E se funziona con patologie psicologiche gravi, perchè dubitare che funzioni in un contesto dove non si tratta con la patologia ma semplicemente con il rinforzo di abilità mentali?

Dal web 2.0 allo sport 2.0 alla psicologia dello sport 2.0!!!

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