L’Italia gioca col rombo a centrocampo, lo stesso disegno tattico del Milan di Allegri. La differenza sta negli interpreti. Molto muscolari quelli rossoneri, super tecnici quegli azzurri. Una scelta, quella di Prandelli, che sarebbe anche coraggiosa se fosse seguita da una ricerca della profondità. A fronte di un maggior potenziale offensivo si giustificherebbe qualche difficoltà nelle coperture esterne, spesso inevitabili.

Kolarov e Tosic hanno sistematicamente messo nel mezzo  Maggio creando da quella fascia quasi tutti i pericoli subiti dall’Italia. Lo slittamento a destra di Barzagli e Bonucci, a coprire l’uscita di Maggio, ha risucchiato al centro anche Chiellini costretto a stringere troppo la diagonale.

Questa concatenazione di eventi ha permesso a Krasic, suo malgrado, di trovarsi due o tre volte a tu per tu con Buffon, buon per gli azzurri che il serbo ha, in questo momento, le polveri bagnate.