Arrivo al Green Park Resort di Tirrenia, nei pressi di Livorno, in serata. Ad accogliermi c’è Simone Beccaccioli, mio collaboratore di fiducia in Nazionale ed ora prezioso conoscitore di calcio estero al servizio del direttore sportiva Sabatini ed esperto match anlalyst a disposizione di Rudi Garcia.
Parlo un pò con Simone su come è andata la preparazione estiva e su come la squadra ha accolto l’ennesimo cambio di guida tecnica in attesa che arrivi il mister francese, che ci raggiunge poco dopo insieme al Prof. Febbrari, preparatore atletico e amico di vecchia data.
Garcia è sorridente, sereno, anche brillante. Parla un italiano ancora leggermente faticoso ma senz’altro comprensibile. Abbiamo dei trascorsi comuni su cui scherziamo insieme. Nati nella stessa settimana (20 e 25 febbraio 1964), formati entrambi a Digione (dove lui si è affermato come tecnico ed io mi sono laureato in Scienze dello Sport), tutti e due con trascorsi di analisti tattici.
La sua empatia è tangibile nonostante si sia ormai ai blocchi di partenza del nuovo campionato.
Cerco di captare la sua filosofia di gioco, il suo credo calcistico, il suo ambientamento il Italia. Capisco che vuole una mentalità offensiva senza troppi schemi da imporre ai giocatori più creativi. Sa che Totti deve avere libertà di scelta e compagni vicini a lui con cui dialogare. Per questo si potrebbe vedere una Roma disegnata col 4-3-3, ma rispetto alla versione zemaniana, con un tridente d’attacco molto più stretto e terzini pronti a sfruttare a turno l’ampiezza del campo.
Certo molte sono le incognite, il cantiere prevede lavori in corso non solo dal punto di vista tattico ma anche nella scelta degli uomini, in sede di mercato. Il banco di prova di Livorno sarà solo un primo test. La curiosità di vederlo in panchina, e poi nel salotto della Domenica Sportiva, è crescente.