Conosco Zeman dal 1994, quando era sulla panchina della Lazio ed io iniziavo con la mia DigitalSoccer a lavorare con gli staff tecnici della serie A. I primi contratti li feci oltre che con la Lazio, con l’Inter di Hogdson e con la Juve di Lippi. E’ da allora che mi punzecchia per questo motivo. Figuriamoci quando seppe che ero entrato nello staff della Nazionale come match analyst.

Eppure la simpatia reciproca, la stima professionale, l’ironia sono sopravvissuti a tutti i suoi “battibecchi” con la dirigenza bianconera.

Rivederlo sulla panchina giallorossa è stato per me un segno del destino. Poterlo questa sera riabbracciare, vederlo sorridere, aspettarlo nel suo lento incedere verbale è stata un’emozione. Il dialogo non poteva non ripartire che da Santonocito, centrocampista del suo Licata che “tanto ci piaceva lanciare lungo, come a Veron“.

Da lì siamo entrati dentro le cose della Roma al tavolo col suo staff tecnico. Parlando della difesa, di Destro, della partita con la Juve… “c’è molto da lavorare” dice il boemo.

Ma non potevo non salutare uno dei miei allievi più in gamba Simone Beccaccioli, ora in pianta stabile nella Roma. Ora maturo professionista, molto stimato nell’entourage.

Insomma una bella serata, nonostante la tensione si tagliasse naturalmente col coltello. In bocca al lupo vecchio Zdenek!

Bacconi di Beccaccioli e De Rossi, una foto per ricordare i momenti passati insieme durante la trionfale WC 2006