Stagione 97/98, i tempi in cui ero preparatore atletico del Brescia. Andiamo a giocare a San Siro davanti  a 60mila spettatori pronti a festeggiare l’esordio in nerazzurro di Ronaldo. Ma la festa sta per essere sciupata dalla partita perfetta del piccolo Brescia. Andiamo sorprendentemente ma meritatamente in vantaggio. La partita diventa nervosa, l’Inter è in stato confusionale.

Simoni a 20′ della fine butta nella mischia un ragazzino semisconosciuto appena arrivato dall’Uruguay. Si chiama Alvaro Recoba. Il Chino cambia la storia di quella partita con due prodezze indimenticambili. Il primo gol è un siluro da oltre 30 metri che si insacca all’incrocio opposto.

Pochi minuti dopo c’è una punizione diretta ancora da distanza siderale. Per capirsi sul livello di quella serie A accanto a Recoba al momento della battuta c’è Djorkaeff e, di fronte a loro in barriera, altri specialisti come Pirlo e Doni. Cervone si posiziona nell’angolo libero, ma la traiettoria della palla è arcuata e fortissima e lo sorprende proprio nel suo lato. Per noi una cocente disillusione, per il popolo nerazzurro un’apoteosi che entra nella storia.

Fu quella una stagione caratterizzata da grandi specialisti come Signori, Mihajlovic, per non parlare di Roberto Baggio che di lì a poco sarebbe arrivato proprio a Brescia. Insomma gente che dava del tu alla palla.

Io ho allenato Pirlo nei suoi primi anni bresciani e lo vedevo a fine allenamento prendersi le sagome di ferro, mettersi la barriera davanti e stare a mezz’ore a provare battute da fermo di tutti i tipi. Lucescu accanto a lui, era sempre prodigo di consigli. Così si diventa campioni.

Non mi sorprende che oggi si segni di meno. L’altezza media dei giocatori è cresciuta per cui le barriere si sono alzate, la distanza difficilmente viene rispettata, i portiere pure occupano meglio la porta, ma soprattutto il giocatore oggi deve saper fare di tutto, c’è meno tempo per la specializzazione, e forse anche meno disponibilità da parte dei calciatori stessi presi da altre mille incombenze (sponsor, interviste, cure specialistiche, ecc…).

Per questo domenica è stato quasi un tuffo nel passato vedere a distanza di poche ore le parabole vincenti di Ibra e Pjanic, due gol che rialzano la media dei gol su punizione diretta, dopo un girone d’andata molto sterile, con una media realizzativa troppo bassa anche rispetto alle ultime stagioni.