Andrea Pirlo ha cambiato la Juve al pari di Antonio Conte. Lo dico senza enfasi ma anche senza tentennamenti. Il Milan si pentirà a lungo della scelta di lasciarlo andare, per di più, ad una diretta concorrente per il titolo.

Ostento sicurezza perchè l’ho allenato da ragazzino e ho fatto con lui due Mondiali, il primo vinto (anche) perchè c’era lui, il secondo perso (anche) perchè non poteva giocare lui. La dimostrazione evidente di questi assiomi è tutta negli ultimi 20′ dell’ultima partita in Sudafrica contro la Repubblica Ceca quando entrò e, pur giocando quasi da fermo, cambiò (da solo) il gioco e il rendimento della Nazionale, ridandoci la speranza di una qualificazione last-minute.

Fatta questa lunga e necessaria premessa, per non rischiare di essere frainteso, dico che Pirlo contro l’Inter ha fatto la sua peggior partita della stagione mettendo a rischio, con le molte palle perse nella propria metà campo, la vittoria della Juventus.

Naturalmente le responsabilità non sono tutte sue ma (anche) del contesto. L’Inter c’ha messso del suo cercando di tenere Sneijder e Cambiasso sulle sue tracce e, soprattutto, tutta la squadra abbastanza alta per impedire ai bianconeri di costruire, come solitamente fa, il suo gioco da dietro.

Il risultato (eccezionale) non impedirà (anche) ad Antonio Conte di fare qualche autocritica. In settimana sono certo che lavorerà duramente per dare ai suoi maggiori sicurezza nella fase di possesso: Pirlo non può fare solo giocate banali (alla Van Bommel per intendersi) ma ha bisogno di compagni di squadra che credano in lui e che creino, smarcandosi senza palla, quegli angoli di gioco che solo lui sa trovare.