Ci tengo ad utilizzare il mio blog per spiegare, a chi avesse seguito la mia diatriba televisiva con Conte, qual è il mio lavoro e qual è il mio punto di vista.
Senza falsa modestia, ritengo di aver inventato negli anni ’90 il mestiere di Match Analyst nel calcio e di aver ideato il primo software per fare un rilevamento dati oggettivo, multimediale e in tempo reale della partita. A quei tempi lavoravo come preparatore atletico e collaboratore tecnico nel Brescia con Mircea Lucescu, mio maestro da tanti punti di vista.
Da allora sono passati molti anni e molti allenatori. Ho “aiutato” con i miei servizi gente del calibro di Lippi, Eriksson, Zeman, Trapattoni, Prandelli, Donadoni, Ancelotti, Sacchi, Tabarez (e chissà quanti altri) fino a quelli dei giorni nostri. Ho fatto per anni il match analyst della Nazionale italiana partecipando anche alla vittoriosa spedizione alla WC 2006.
Ho anche allenato in serie A e fatto il corso a Coverciano nel 2000 conoscendo e apprezzando il carattere e la competenza di Roberto Mancini, con coi ebbi modo di lavorare prima alla Lazio e poi all’Inter.
Oggi la figura del match analyst è utilizzata praticamente da tutti i club del mondo.
Non capisco cosa ci sia di strano se ho prestato la mia professionalità ad un amico nella gara della sua squadra (il Galatasaray) contro la Juventus. Non dovevo fare il mio mestiere per amor di patria? Non dovevo farlo sapere (è un mestiere di cui vergognarsi?). Sono orgoglioso di quello che faccio, come tutti, e le dichiarazioni sincere rilasciate da Mancini questa mattina su Tuttosport, mi rendono giustizia.
Io apprezzo Conte, lo stimo professionalmente, ho anche scritto un libro sul suo calcio e sulle sue idee, ma mi piacerebbe che fosse in grado anche di apprezzare la capacità e l’impegno degli altri. Il calcio si gioca con la palla no? Facciamola girare velocemente allora, tutti la possono toccare. Lo spettacolo ne guadagnerà.