Moena è in festa per il ritiro viola, alberghi pieni, bandiere sventolanti, un villaggio pieno di giochi a misura di bambino per le centinaia di famiglie accorse nella ridente cittadina montana della Val di Fassa (ndr La Repubblica di oggi parla di 9000 presenze nei primi due weekend).

Dei miei amici fiorentini si fanno la foto insieme a Gomez

Dei miei amici fiorentini si fanno la foto insieme a Gomez

Dopo essermi fatto il passo Giau nella notte precedente (oltre 2300 mt, 8 gradi, volpi e lepri sul percorso, piogga a secchiate) per arrivare da Sappada in Cadore dove c’è in ritiro il Cagliari, alle 9.30 di mattina sono puntuale al campo quando mi chiama Vincenzo Montella per andare da lui nella zona spogliatoi. Avevo visto il mister un paio di settimane prima a Ischia, e lo ritrovo con la stessa espressione serena e consapevole delle proprie capacità, nonostante sappia non tutto dipenderà da lui.

E’ in piedi all’ingresso del capannone allestito per ospitare la palestra, un luogo ampio e ricco di strumentazioni da cui passano tutti i giocatori prima e dopo ogni seduta di allenamento. Tra queste un grande monitor per far vedere le animazioni delle esercitazioni prima di scendere in campo. Un sistema che crea attenzione sull’allenamento, abbatte le barriere linguistiche, permette di condividere gli obiettivi.

La giornata, dopo la partita del giorno precedente, non prevede grossi carichi di lavoro se non per i giocatori appena arrivati (come Ilicic) o in via di recupero (come Aquilani e Gonzalo Rodriguez). Ciò nonostante lo staff tecnico è iperattivo. Molte le novità presentate da Montella che vanno ad arricchire la già strutturata organizzazione della scorsa stagione. Tra queste mi piace sottolineare l’arrivo di Riccardo Manno, match analyst della Nazionale a 5 e ingaggiato per lavorare a gruppi o in maniera individuale sulla tecnica in regime percettivo (controllo orientato, posizionamento spazio-temporale del corpo, scelta di tempo in spazi stretti). Affascinante anche la scelta di affidare la preparazione dei portieri ad un tecnico iberico Manua col chiaro intento di introdurre, sempre più, metodologie di lavoro basate sul possesso palla e sulla costruzione da dietro, partendo appunto dal portiere. La terza idea nuova di Montella è quella di introdurre dei momenti di yoga posturale dopo le partite per il ripristino del giusto equilibrio non solo fisico ma anche mentale. Sono previste anche sedute individuali per quei giocatori che devono stabilizzare i propri stati emotivi.

La doppia seduta è stata per tutte queste novità, e per il modo coordinato di gestire le attività, molto istruttivo. Ho avuto nel corso della giornata anche la possibilità di introdurre al direttore tecnico Eduardo Macía la mia idea di formazione degli allenatori del settore giovanile e di centralità da dare agli aspetti cognitivi nella crescita del calciatore (ndr metodologia Calcio 4D). Ci ritroveremo per approfondire il tema dopo Ferragosto.

Al termine della giornata Vincenzo Guerini mi accompagna nella sala tecnologica dello staff dove oltre all’allenatore dei portieri e al match analyst Simone Montinaro trovo proprio Vincenzo Montella, immerso dietro un monitor di un Mac, che immette i dati dell’allenamento appena svolto. Mi viene così consegnata la scheda tecnica dell’allenamento. Come si suol dire un allenatore al passo coi tempi!

Giuseppe Rossi, già brillante, Matia Fernandes, Cuadrado e Alonso si preparano all’allenamento con un torello particolare, chi ha la palla chiama i tocchi palli al giocare successivo.