Ricevo da Alberto Cei, ricercatore e docente di Psicologia dello Sport, per il Settore Giovanile Scolastico della FIGC, un’interessante analisi sullo sviluppo del talento pubblicata sul suo blog http://www.albertocei.com, che volentieri ospito visto che affronta tematiche che sento molto vicine, legate in qualche modo all’impegno che sto profondendo nel progetto Rinnovare il futuro che sto portando avanti con Roberto Baggio e Deltatre per sviluppare in Italia un nuovo modello di formazione sportiva ed etica per il giovani calciatori.

Le nuove sullo sviluppo del talento di Alberto Cei

In questi giorni ho partecipato a due incontri dedicati al talento nello sport e voglio riassumere in alcuni punti quanto è emerso:
1. Si evidenzia in quelle persone che forniscono prestazioni al di sopra della media o di carattere eccezionale.
2. Il talento non ha nessuna relazione con la personalità delle persone.
3. Individui psicologicamente molto diversi tra loro, come Tomba e Thoeni, Federer e McEnroe, Maradona e Platini possono fornire prestazioni eccezionali.
4. Le abilità psicologiche sono decisive nel favorire prestazioni eccezionali, in particolare: la motivazione, l’impegno e la volontà.
5. Lo sviluppo del talento è un processo a lungo termine che richiede almeno 10 anni.
6. Nella maggior parte degli sport lo sviluppo sportivo precoce svolge un’influenza negativa sull’affermazione sportiva.
6. E’ necessario dedicare molte ore all’allenamento, ma questo incremento deve avvenire soprattutto a partire da 15/16 anni ma non prima.
7. Nei giovani va preferito (e insegnato) l’orientamento al miglioramento piuttosto che l’orientamento alla vittoria.
8. Il ruolo della famiglia è decisivo nello sviluppo del talento.
9. Non tutti gli atleti dotati di talento riescono a emergere come sportivi di successo a causa delle difficoltà di gestione delle situazioni agonistiche più importanti.
10. Le scuole dello sport per lo sviluppo del talento sono utili se rispettano quanto elencato.

Roma, 7 dicembre 2011