Da due giorni il nuovo allenatore del Gubbio è un ragazzino di 72 anni, Gigi Simoni, che tutti ricorderanno per aver vinto la coppa Uefa e sfiorato lo scudetto (deciso dal famoso fallo “non visto” di Iuliano su Ronaldo) con l’Inter. Ma i miei ricordi del tecnico di Crevalcore sono molto più datati.

Avevo solo 8 anni e ogni mattina mi faceva compagnia a colazione. A casa mia c’era, infatti, attaccata allo sportello del frigorifero, chissà perchè, la figurina Panini del Genoa con in bella mostra il suo capitano, giustappunto Gigi Simoni.

Quella figurina rimase appesa lì per molti anni tanto da far diventare Simoni un volto familiare. Fu un sogno quindi, per un tifoso sfegatato come ero io negli anni Ottanta, vederlo vincere due campionati di Serie B sulla panchina del mio Pisa.

Diciamo, perciò, che nutro per Simoni (pisano d’adozione) un affetto atavico, rafforzato dalla sua gentilezza e disponibiltà manifestate ogni volta che in età matura ho potuto incontralo per motivi professionali.

Per questo seguirò con particolare trasporto Gubbio-Torino, nel posticipo serale di lunedì prossimo. Rivederlo in panchina sarà una piccola emozione che terrò stretta nel mio cuore, l’ennesima dimostrazione che l’amore per il calcio non finisce mai.

Bacconi con Cosmi e Simoni al Centro Coni di Tirrenia