Massimo De Paoli, architetto e allenatore professionista, inizia un suo studio sulle capacità percettive del calciatore (pp. 16-20 di I gesti tecnici e il pensiero tattico…, ed. Correre) partendo da alcune opere di M. C. Escher e da come il significato della visione che queste lasciano nello spettatore può cambiare in funzione dei punti di vista e del focus attentivo. Allo stesso modo un’azione di gioco scansionata con occhi diversi può determinare riflessioni e reazioni tecnico-tattiche diverse nei calciatori.
Una delle qualità principali del giocatore moderno è quella di decodificare gli spostamenti degli oggetti mobili (compagni, avversari, arbitro, palla) che entrano nel suo campo visivo interpretandone il significato in funzione degli elementi fissi (righe del campo, porte, ecc…).
La combinazione di questi segnali visivi determina un’immediata introspezione dello spazio che si ricompone nelle diverse aree cerebrali in maniera soggettiva in funzione del background “culturale” del calciatore stesso.
C’è chi vede nella densità dei giocatori avversari uno spazio pieno, e quindi cerca una soluzione esterna per aggirare l’ostacolo, e chi invece vede degli spazi vuoti, pertugi utili ad una soluzione penetrante.
Le opera di M.C. Escher, in mostra in questi giorni al Chiostro del Bramante a Roma, consente al visitatore calciofilo di trovare i concetti teorici e gli esempi pratici di quanto detto sopra attraverso una prospettiva artistica emozionante.
Il geniale incisore olandese basa la sua arte sulle leggi della psicologia che regolano l’interazione tra il cervello e il nostro apparato visivo (Gestalttheorie). Questi alcuni dei concetti principali della teoria della forma:
Prossimità, dove il soggetto individua la figura più semplice in un contesto ingarbugliato (es. il via vai dei giocatori sul campo non distoglie la visione dal percepire il “rombo” composto dai 4 centrocampisti di una squadra);
Contiguità, dove tutte le parti di una zona si possono interpretare sia come oggetto sia come sfondo (vuoto-pieno di cui sopra);
Movimento indotto, dove uno schema di riferimento consente un’interpretazione degli oggetti singoli (es. i ruoli specifici in un sistema di gioco):
Pregnanza, dove in presenza di stimoli ambigui, la percezione sarà buona se la retina sarà stata allenata a distinguere i segnali chiave dal rumore (es. a chi passare la palla?).
Una brillante applicazione pratica di Escher alla legge di contiguità è l’opera Day and Night dove uccelli bianchi e neri perfettamente intrecciati volano sopra due paesaggi simmetrici raffiguranti il giorno e la notte. Quale la visione reale e quale quella immaginata dal nostro cervello? In campo quale visione ha il calciatore e quale dovrebbe avere?

Day and night di M.C. Escher

Day and night di M.C. Escher


Nel video un gioco semplicemente incredibile dove dall’intreccio di tanti elementi uguali (doppie code di rondine) il nostro sistema visivo decodifica quadrati e/o rombi.