Riparte il calcio internazionale, riparte il cybercalcio di Deltatre, l’azienda italiana che cura, tra le altre, il sito www.uefa.com. Durante il pomeriggio di martedì mi diverto a vedere l’aggiornamento del grande portale coi dati che affluiscono sulle partite in corso in mezza Europa nell’Operation Center di Deltatre. Sembra di essere la Nasa. In qualcosa anche in Italia siamo all’avanguardia.

Purtroppo questa è una delle poche realtà che ci avvicina al grande circuito calcistico internazionale. Per il resto siamo indietro anni luce. E mi riferisco in particolare alla nostra capacità di valorizzare i giovani. Eurosport.it riporta infatti questa notizia: “Nella sfida giocata martedì tra il PSV Eindhoven e lo Zulte Waregem la squadra olandese del neo tecnico Phillip Cocu – ritornato sulla panchina del PSV proprio in questa stagione – ha eguagliato il record della formazione con l’età media più bassa della storia della Champions League. Con i suoi 20.90 anni di età media, l’undici di Cocu è andato a eguagliare il precedente undici dell’Arsenal, quando nel 2009 Wenger schierò una formazione dall’identica età media”.

Se consideriamo che l’età media dei nostri club è sui 27 anni ed i pochi Under 21 sono tutti stranieri sono quasi esclusivamente stranieri, possiamo capire quanto lontano siamo da un modello formativo valido dal punto di vista etico e sportivo. Per questo progetti come Calcio4D hanno un valore che va oltre il contingente. Migliorare la formazione degli allenatori a livello di base è essenziale per una rinascita del sistema calcio in Italia. Altrimenti saremo sempre condannati a vedere i big team costretti ad essere messi in vendita perchè sommersi di debiti e tutti gli altri fallire a rotazione.