Non ha la tecnica di Thiago Silva, non ha l’eleganza di Piquè, non ha la personalità di Sergio Ramos ma ha molte altre qualità che fanno del neonerazzurro Juan Jesus il vero erede di Walter Samuel.

Due centimetri più alto del compagno di reparto argentino (l’evoluzione della specie), mancino naturale, interpreta il ruolo di centrale con la stessa cattiveria agonistica e la stessa fisicità nei duelli individuali. In fase di non possesso è bravo ad accorciare sull’avversario senza titubanze. Entra con decisione nel tackle senza eccedere in falli e quando può cerca l’anticipo sfruttando la sua velocità nello stretto. In fase di costruzione rischia poco ma sbaglia ancor meno cercando senza fronzoli lo scarico sul compagno meglio posizionato.

In questo montaggio se ne leggono bene le caratteristiche.

Con l’International ha già vinto la Coppa Libertadores e dopo aver vinto tutto con la Under 21 brasiliana ha già fatto il suo esordio da titolare nella Nazionale maggiore.

Ieri sera quando c’era da mettere in cassaforte il risultato contro il Vaslui Stramaccioni l’ha inserito sull’out sinistro passando al 4-4-2. Se Stramaccioni lo butta nella mischia in un momento così caldo del match è perchè crede in lui e nelle sue potenzialità. Devo sono adattarsi al nostro campionato e crescere con calma alle spalle dei campioni che oggi giocano titolari.