Mi ha fatto venire le lacrime agli occhi. Non so se è un complimento o meno ma è la verità. L’altra sera ho rinunciato a vivere in diretta le emozioni di Napoli-Juventus per emozionarmi altrove. Sono andato con mia moglie e i miei due figli più grandi a vedere il concerto di Jovanotti al PalaOlimpico di Torino… e non me ne sono pentito.

Ma l’antefatto aiuta, indipendentemente dai meriti indiscutibili del cantautore di Cortona.

Infatti mi sono sposato con Silvia nell’inverno del ’93 e il testimone di nozze, Aldo Dolcetti, compagno di avventure calcistiche e non, ci accompagnò in piazza Duomo a Brescia con la sua ambulanza bianca (vi ricordate il quel cassettone della Volvo SW di allora?). Il tour, fuori programma, fu caratterizzato da 5 giri della Piazza a tutta velocità con la musica a palla. Musica di Jovanotti naturalmente. Le note e le parole di “Ragazzo fortunato” impregnarono di entusiasmo e di passione quel giorno e quel periodo che ancora oggi ricordo come magico.

“sono un ragazzo fortunato perché m’hanno regalato un sogno sono fortunato perché non c’è niente che ho bisogno e quando viene sera e tornerò da te è andata come è andata la fortuna di incontrarti ancora sei bella come il sole a me mi fai impazzire sei bella come il sole a me mi fai impazzire“.

A distanza di anni mi sono commosso quando sono partite quelle parole dalla bocca di Lorenzo che saltellava tra laser e fumi artificiali. Ed è stato bello. Anzi bellissimo.

1993-2011… Silvia ed io siamo sempre lì, così come Jovanotti, anche se il suo Megamix con cui ha aperto il concerto non mi fa più sentire così fortunato.