Ci sono squadre che coprono e ripartono e altre che anticipano e propongono.

Mazzarri costruisce squadre della prima tipologia. Il suo prototipo è l’Inter di Trapattoni, per intendersi quella dello scudetto dei record della stagione 88/89.

Scambiate Diaz per Lavezzi  e Aldo Serena per Cavani in attacco, Matthaeus per Inler nel mezzo e il gioco è quasi fatto. Si quasi, perchè in realtà la forza di quella squadra (come del Napoli attuale) stava nella sua capacità di reggere l’urto offensivo delle avversarie col proprio pacchetto arretrato.

Il giovanissimo Bergomi, il roccioso Ferri, l’elegante Mandorlini e il dinamico Breheme, guidati dall’uomo ragno Zenga permettevano all’Inter appunto di coprire e ripartire nel solco della nostra tradizione calcistica.

Non è assoltamente soprendente quindi trovare, nella squadra guidata dall’erede di Trapattoni, ai primi posti nella classifica di rendimento proprio i difensori: Campagnaro, Aronica e Cannavaro. Nel top 5 del Magma Index non compare De Sanctis ma solo perchè la valutazione del portiere non è ritenuta dal sistema informatico paragonabile a quella degli altri giocatori.