Partita anomala quella tra Cagliari e Lazio, coi padroni di casa padroni del campo per almeno mezz’ora e gli ospiti, tanto attesi, a guardare.

Eppure la Ficcadenti-band non sembrava trovare mai il bandolo della matassa, tanto da non risultare quasi mai pericolosa in zona Marchetti, l’ex che metteva sale e pepe sull’incontro.

Penso di aver capito una cosa di quest’incontro (e forse l’ha capita anche il mister rossoblu). Cossu si è quasi sempre defilato a sinistra per andare a creare superiorità numerica nella zona di Konko, e Thiago Ribeiro a destra per attaccare il secondo palo sui cross del trequartista. Insomma una manovra molto ragionata per sfruttare l’ampiezza del campo… con due pericolose controindicazioni.

1. Il possesso palla troppo orizzontale e lento, fino a diventare prevedibile

2. La squadra  troppo aperta, fino a lasciare pericolosi contropiedi centrali alla Lazio

Risultato:  dopo aver tanto atteso (senza nulla rischiare) la Lazio ai primi due affondo ha chiuso la partita, con tanti saluti alle velleità dei padroni di casa che dovranno, secondo me, ritrovare incisività tra le linee riportando Cossu nel mezzo al campo prima possibile.