Non è passato molto da quando ho commentato sul mio blog l’editoriale di Claudio Magris sul Corriere della Sera sulla vittoria come male necessario che tanto mi aveva fatto ricordare la mia arrabbiatura durante la finale WC 2006 che mi impedì di gioire nonostante il successo con la Francia ai rigori. Avevamo giocato senza testa, non facendo niente di quello che era stato preparato a livello strategico, la peggior partita del Mondiale come pensiero tattico, un risultato portato a casa solo coi nervi e con una buona dose di fortuna.

Lo studio preparatorio che era stata seguito con applicazione, intelligenza e buoni risultati nelle gare precedenti fu, quel giorno, completamente disatteso. Di cosa potevo essere contento? Non c’era il mio lavoro, il mio know-how, dentro quella vittoria.

Oggi sfogliando la Gazzetta trovo un articolo del mio amico Pierfrancesco Archetti che presenta la nuova Bundesliga. Un pezzo, come tutti quelli di Pierfrancesco, sempre ricco di informazioni e testimonianze, che consiglio di leggere prendendo appunti. Le righe che io sottolineo solo quelle estrapolate dal giornalista delle rosea da una dichiarazione di Pep Guardiola. Frasi che centrando in pieno il tema della vittoria:

Sarei più contento se un mio giocatore  mi venisse a ringraziare perchè l’ho reso migliore con le mie idee, piuttosto che vincere i titoli. Le coppe finiscono in vetrina e in cantina, il giorno dopo passa tutto. Gli insegnamenti rimangono“.

E mentre leggo queste parole ripenso alla lezione individuale fatta a Totti prima di Italia-Germania…. quella fu la vittoria del mio Mondiale.

L'articolo di presentazione della Bundesliga di Pierfrancesco Archetti - Gazzetta 9/8/13

L’articolo di presentazione della Bundesliga di Pierfrancesco Archetti – Gazzetta 9/8/13