E’ praticamente definito il programma didattico del primo corso di base della Pisa Soccer School. Sarà comunicato nella riunione di giovedì sera con le 20 società affiliate. L’appuntamento è fissato per il 7 giugno alle ore 19.00 c/o la sala riunioni dell’Università della Terza Età a Pontedera, via della Vecchia Stazione, grazie all’interessamento dell’Assessore allo Sport Matteo Franconi.

Il metodo formativo è molto innovativo e si baserà, oltre che su lezioni in aula e in campo con personale docente altamente qualificato, anche di preziosi supporti multimediali. Ne forniamo un esempio attraverso questa clip realizzata al Centro Sportivo della Scintilla Pisa-Est e mostrata in anteprima alla presentazione che si è svolta all’Ippodromo di San Rossore.

De Paoli ha spiegato con poche parole semplici ai bambini presenti a Riglione come il linguaggio e l’uso della metafora possano incrementare il riconoscimento di determinati spazi e il conseguente movimento armonioso dei bambini. In questa esercitazione la parola chiave è il “castello”, uno spazio inizialmente statico (che col tempo diventarà dinamico), che i bambini devono imparare ad attraversare, aggirare o scavalcare.

Questo approccio formativo sarà trasferito durante il corso agli istruttori che inizieranno il 20 giugno il loro apprendistato in Santa Croce in Fossabanda. Ieri intanto è arrivata la prima iscritta di sesso femminile. Si tratta di Giada Benedetti, 26 anni, laureanda in Scienze Motorie con patentino di Istruttore di Giovani calciatori,  nata a Pontedera.

Giada Benedetti, prima iscritta donna alla PSS

E’ un segnale importante! Infatti nelle scuole calcio PSS si vogliono introdurre concetti interdisciplinari legati all’apprendimento cognitivo, propedeutici all’addestramento tecnico del singolo sport. Si vuole infatti eliminare la specializzazione precoce e creare un ragazzo più consapevole, in grado di poter scegliere senza pressioni esterne lo sport che vorrà fare da grande. In questo quadro le capacità delle istruttrici potranno essere importanti anche dal punto di vista affettivo e relazionale, oltre che metodologico. Speriamo che dietro l’esempio di Giada arrivino presto altre ragazze alle Pisa Soccer School.