Torino è una città ricca di antiquari e gallerie d’arte. Ieri sera sono stato invitato dai galleristi Davide e Luigi Mazzoleni a visitare la mostra dedicata ad Alberto Murri “Dalla concretezza del reale, all’incanto della forma”. Una formula, quella espressa nel titolo (non vi ricorda un pò il gioco del Barcellona?), che mi è piaciuta moltissimo e che tutti dovremo cercare di applicare nel nostro fare quotidiano .

I quadri esposti lasciano una sensazione di rude concretezza che non facilita il trasporto emotivo ma con un pò di pazienza e superando la crudezza dell’impatto iniziale si riesce, con un processo faticoso di orientamento nei meandri oscuri della materia, a scoprire un forma oltre l’apparente, una forma densa, una visione dove il contenuto non si contrappone all’estetica ma ne è parte integrante.

Certo nella mia ingnoranza artistica ho dovuto essere accompagnato per mano per entrare dentro il senso più profondo di questo artista umbro, un dei protagonisti di quella tendenza artistica chiamata “informale”.

 

Lo stupore dopo aver scoperto in un corridoio delle splendide opere di Enrico Baj


Molto più facile è stato emozionarsi trovando sparsi negli angoli nascosti della galleria dei veri gioelli come alcune sculture di Giò Pomodoro, Salvador Dalì e Enrico Baj, che avevo apprezzato già l’anno scorso in un allestimento tematico nel castello di Castiglioncello (LI).

 

Rocco alla scoperta di Giò Pomodoro