PROGETTO FORMAZIONE PORTIERI

di Alfredo Magni

 

Aspirare  a condurre un portiere all’eccellenza significa spendere le proprie energie per coniugare abilità fisico-atletiche, abilità tecniche e mentali e farle esprimerle al massimo simultaneamente:

Top Performance  =  abilità fisico-atletiche x abilità tecniche x abilità mentali

La vera sfida consiste nell’occuparsi di ottimizzare tutti quei processi che pur costituendo nel loro insieme la prestazione sportiva non sono solitamente oggetto di valutazione né di implementazione.

Il portiere d’elite sa cosa deve o non deve fare col proprio corpo, come esprimere le proprie doti tecniche e come porsi mentalmente nella competizione, questa intenzione però non trova applicazione simultanea di queste tre specifiche aree della formazione sportiva e la loro applicazione sincronica. Solo raramente e pochi atleti occasionalmente riescono a raggiungere questo stato di TOP PERFORMANCE.

I portieri che sperimentano come sia diversa la prestazione a seconda del contesto in cui la praticano (allenamento, vari livelli di competizione) sanno benissimo cosa stanno facendo e cosa vorrebbero fare. Ma tra il sapere cosa si vuol fare e il fare ciò che si vuole ce ne corre…

Per sintetizzare: tutti sanno cosa fare pochi sanno come farlo e quando farlo.

La vera mission consiste nel ridurre tutte le interferenze che impediscono la piena espressione delle personali potenzialità, lavorando  in maniera personalizzata e specifica in ogni singola area (tecnica, fisica e mentale). Questo può essere consentito grazie ad un metodo operativo che tenga conto di molte variabili e permetta di organizzare l’allenamento in funzione delle tre macro aree, sostenendo la comune tensione nella ricerca della differenza che fa la differenza.

Ogni atleta è diverso da ogni altro e una preparazione standardizzata non può consentire ad ognuno l’espressione della personale top performance, al massimo può consentire a tutti una media performance ma la media performance è letteralmente una prestazione mediocre.

Ci si chiede da tempo come mai pur avendo un bacino enorme e una grande tradizione di portieri, l’Italia non riesca  a produrre un top player a livello mondiale, con conseguente impiego d’innumerevoli atleti stranieri, alcuni mediocri, nei nostri campionati professionistici.

Io ritengo che alcuni limiti dipendano da convinzioni limitanti che si insediano, spesso inconsapevolmente, nella cultura dominante dei vari sport la più pericolosa è: campioni si nasce.

Questo stereotipo induce a credere che tutto dipenda dal talento che il Signore decide di donare ad alcuni. Se così fosse non ci sarebbe bisogno di maestri, coach, preparatori tecnici e mentali, basterebbe qualche preghiera a Nostro Signore sostenuta dall’accensione di un po’ di ceri davanti all’altare .Grazie a Dio verrebbe da dire, fortunatamente non è così, le capacità si possono implementare ad ogni età ed in ogni momento, ma non in ogni modo: solo grazie ad adeguati interventi su specifici comportamenti ed atteggiamenti individuali. L’allenatore dovrebbe avere questa mission con una visione improntata al continuo miglioramento delle capacità e delle abilità degli atleti, considerando la gestione del portiere solo una parte anche se importante del metodo.

Oltre all’allenamento specifico di queste tre macro aree ritengo altrettanto indispensabile valorizzare e adottare aspetti che riconducono a quei valori che portano a scelte, atteggiamenti e comportamenti che risultano essere vincenti. L’insieme di questi valori rappresentano un modello educativo – formativo che supportato da importanti motivazioni, da una tecnica corretta e ad una condizione fisica adeguata, possono portare all’eccellenza.

 

                        Modello Educativo – Formativo;

I valori che distinguono e consentono l’acquisizione delle giuste e dovute competenze, sono:

  • Rispetto (di sé, degli altri e delle regole);
  • Umiltà ( la voglia/necessità di continuare a crescere confrontandosi);
  • Disciplina ( disponibilità al rispetto del lavoro e su  di sè);
  • Intraprendenza ( unione di  volontà, decisione e coraggio nel percorrere un “cammino”);
  • Coerenza (intesa come disponibilità ad assumere risposte, atteggiamenti e comportamenti lineari al progetto ed alla sua mission );
  • Onestà: ( intesa disponibilità alla verità);
  • Determinazione ( intesa come intensa disponibilità al lavoro);
  • Intuito ( intesa come veloce comprensione delle situazioni);
  • Costanza ( intensa disponibilità al lavoro prolungata nel tempo e indipendente dal risultato);
  • Ordine  ( capacità organizzativa orientata all’obiettivo);

Questi valori permettono l’elaborazione e la creazione negli atleti, dei comportamenti fondamentali per acquisire Assoluta Qualità e Professionalità.

Alcuni di questi aspetti risultano spesso trascurati, ma sono determinanti per l’acquisizione consapevole e competente da parte del giocatore, di tutti gli aspetti (tecnico- tattico, fisico-atletico e mentale) che caratterizzano l’allenamento della prestazione.                                                                                                                        Riconoscere questo elemento ed il conseguente percorso è l’elemento fondamentale che porta l’atleta alla  Personale Top Performance .

L’espressione del talento, che probabilmente sta in ognuno di noi, avviene principalmente attraverso una forte motivazione che a sua volta va diretta e supportata da un sistema di allenamento che non può non prescindere dal normale sistema di apprendimento della persona e dalle caratteristiche della prestazione.

Inoltre gli aspetti tecnici, fisici e mentali sono chiaramente individuabili e diventano relativamente semplici da apprendere, soprattutto se attraverso adeguati supporti  otteniamo e condividiamo dati, e tramite strumenti di video analisi e match analisi incentiviamo il reale confronto con gli atleti nella visione del gioco e della giusta competenza  specifica.