[pullquote] “Logos” significa parola, discorso, lingua, racconto. Si connette al verbo “logo”, che indica le azioni del raccontare, del parlare: ma anche, già in Omero, del mettere insieme, del raccogliere, del disporre le cose l’una accanto all’altra secondo un ordine razionale, dello scegliere con attenzione.

di GIANRICO CAROFIGLIO

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Per motivi professionali in questo periodo mi sto imbattendo spesso sul linguaggio e sull’uso delle parole nei processi di apprendimento.

Per questo mi ha incuriosito il titolo di questo saggio di Carofiglio. Volevo capire cosa intendesse per manomissione e ne ho trovato, soprattutto, l’implicazione politica. E ne sono rimasto un pò deluso. Molti, troppi, i riferimenti all’uso distorto fatto delle parole da Mussolini o da Berlusconi.

La frase che ho riportato in testa è, invece, proprio quello che speravo di trovare con più frequenza. Una ricerca profonda del senso e della molteplicità di significati delle parole, per poterle poi impiegare nel contesto giusto.

Mi ha convinto, ad esempio, che lo studio semantico della parola “parola” si rifaccia anche ad un meccanismo tutto mentale di scelta e di costruzione, non solo di un pensiero ma anche dell’azione fisica correlata. Per cui la parola diventa fatto. Carofiglio sin dal primo capitolo definisce questa cura delle parole un’atteggiamento sperimentale. Ecco questo atteggiamento, senza posizioni precostituite, dovrebbe spingerci tutti a provare prima di decidere, a pensare prima di scegliere, a farci trovare “dei modi per dare senso alle parole”e quindi alle nostre azioni.

 

Voto 2/5