Le caratteristiche del pallone, sempre più imprevedibile nelle sue traiettorie rende più complicata la vita ai portiere. Ce ne eravamo accorti anche al recente Mondiale. Gli specialisti ci mettono del suo allenandosi per ore nel calcio dalla distanza.

La “maledetta” resa celebre da Juninho e Pirlo ne è l’esempio più evidente. Su queste conclusioni in portiere non si pone più il problema di far suo il pallone. Si accontenta di deviarne la direzione per impedire il gol.

Lo abbiamo visto sabato sera in occasione di Lazio-Juve. La parata di Marchetti che era stato inizialmente spiazzato è fantastica per prontezza di riflessi, forza sulle gambe, ampiezza di tuffo, forza del braccio allungato per tenere l’impatto con la palla.

Nell’altra porta abbiamo visto Buffon cimentarsi in una parta di pugno che fa pensare ad un allenamento specifico sulle deviazioni per evitare il tap-in dell’attaccante avversario. Importante anche i 4 metri incontro a Klose per chiuderne l’angolo di tiro.