Le vostre domande aumentano segno che il confronto di idee e riflessioni è di vostro gradimento. Mi impegnerò per riuscire a rispondere a tutti. Grazie

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Caro Adriano sono un tuo grande fan e grande tifose della juve, ti vorrei chiederti come deve orientarsi la società bianconera nel prossimo calciomercato, se riprendere giovinco e su quale top player offensivo puntare visto che Matri fatica troppo e Borriello è pessimo. Io avrei preferito che la juve tenesse iaquinta che a me piace molto e non prendeva Borriello che non si applica. Tu che ne pensi?

Da: Rosario <rdr_1996@yahoo.it>

Penso che Matri sia più adatto di Borriello, anche se forse meno tecnico, al gioco di Conti L’ex cagliaritano si muove molto bene senza palla, sia quando viene incontro, sia quando attacca gli spazi. Peccato che abbia sbagliato qualche gol di troppo negli ultimi due mesi. E’ stato anche penalizzato dal passaggio della squadra per un certo periodo a 3-5-2. Io fossi la Juve non me ne priverei. Certo serve un’alternativa ma dovrà essere cercato tra i grandi centravanti dei big team per far fare un vero salto di qualità alla Juventus. Un nome importante che potrebbe costare poco? Drogba…

Ho notato un profondo cambiamento nelle soluzioni di gioco adottate dal Napoli a partire dal match col Chievo. Mi riferisco soprattutto a questo:

1) Verticalizzazioni costanti

2) Non più ricerca ostinata degli esterni

3) Sfruttamento dei corridoi centrali dove, guarda caso, sono arrivati il 90% dei gol nell’ultimo mese e mezzo

4) Scelta di un cursore (Dzemaili) rispetto ad un attaccante esterno (Pandev,Vargas)

5) Conclusioni da fuori

Credo sia nato tutto dalla scarsa condizione fisica di tutti e 3 gli esterni e la necessità di fronteggiare la disposizione a specchio delle piccole che, costantemente, venivano a Napoli bloccando le corsie. In sostanza non vedo più un Napoli che cerca soltanto la soluzione dei cambi di gioco per sfruttare la lentezza dello scivolamento delle difese avversarie in modo da creare il 2 contro 1 sull’esterno e prendere il fondo. Ti ringrazio anticipatamente

Da: Luca Cerasuolo <lucerax1@hotmail.it>

La tua disamina Luca è molto interessante e coglie una reale capacità di Mazzarri di adattare il proprio gioco alle caratteristiche degli avversari e allo stato di forma dei propri giocatori. E’ evidente che il fatto che quasi tutte le avversarie giochino contro il Napoli col 5-3-2 obbliga il tecnico del Napoli a cambiare strategie. Dzemaili si sta rivelando, in quest’ottica, molto duttile e pedina tattica essenziale, sapendosi adattare a ruoli e compiti diversi.

Ciao…siccome lei è sempre molto attento alla tattica, non pensa che i problemi dell’inter, oltre a non aver rinnovato la rosa e tutto quanto, siamo dovuti anche ad un allenatore con poca personalità….cioè Forlan in sostanza gli ha detto metti un altro li io non ci gioco….Lucio in fase di impostazione si inventa dei numeri che nemmeno lui sa e molto spesso perde palla….io vedo un Inter che entra in campo con un livello di attivazione mentale molto basso….appunto l’opposto di quello che accedeva con Mou!

Da: schipy 89 <schipy_89@hotmail.it>

Ci sono dei problemi, in casa nerazzurra, riconducibili alla conduzioni tecnica, ma molti altri, forse la maggior parte, vanno attributi ad un’errata gestione del calciatore da parte della società. Moratti tende ad avere un rapporto troppo personale coi suoi giocatori tanto da travalicare spesso il ruolo del tecnico e anche quello del direttore sportivo. Il calciatore si sente legittimato, avendo il filo diretto con la proprietà, a snobbare gli altri interlocutori che perdono così la propria autorevolezza. E’ accaduto a Benitez, a Gasperini ed ora a Ranieri. Mou ha avuto dalla sua i risultati ma appena ha vinto qualcosa è scappato, segno che aveva capito l’antifona.

Dei difensori centrali che hanno sempre giocato con la difesa a quattro, in quanto tempo riuscirebbero ad adattarsi a una difesa a tre ?

Da: Giacomo <f.pillari@libero.it>

Buonasera, la difesa a 3 per Mazzarri secondo te è un voto, un fioretto o cosa? Contro il Chelsea dopo il gol di Inler non si poteva inserire Fernandez per Dossena? Anche perché Fernandez è molto bravo sulle palle alte. Complimenti per la competenza e professionalità. 

Salvatore <salvatore@itspinci.it>

Cerco di rispondere a entrambi. La Juventus dimostra che il passaggio dalla difesa a 4 a quella a 3 è breve. Conte anzi ha ottenuto il rendimento migliore dai suoi facendoli giocare nel 3-5-2 piuttosto che nel 4-3-3. Più complicato è il passaggio inverso. Cioè passare da un blocco di 3 ad una difesa a 4. Anche in questo caso c’è un esempio da portare. Mazzarri ha provato qualche volta a lasciare due soli difensori centrali ma essendo questi abituati ad avere il terzo che copre fanno fatica ad adeeguarsi a situazioni di parità numerica  “1 contro 1” o “2 contro 2”. Fernandez viene utilizzato saltuariamente da Mazzarri perchè considerato troppo lento nello stretto.

Ciao Adriano. Mi interesso molto di tattica. Ho una curiosità da chiederti sul 4-4-2. Mi chiedo: questo modulo non dovrebbe prevedere per forza di cose un grande lavoro sulle fasce per produrre azioni da gol? Forse può sembrare una domanda stupida, ma te la faccio perchè spesso vedo dei 4-4-2 bloccati, cioè con giocatori non di fascia nelle zone laterali. In ogni caso la mia visione del calcio, ma sin da quando ero piccolo(fissazione?), è quella: palla sulle fasce e poi cross, oppure passaggi in area. Cosa ne pensi?

biagio <biagiogag@yahoo.it>

Mutando il 4-3-3 in 4-4-2 l’Italia ha vinto la WC 2006 a cui ho partecipato come match analista per cui è un modulo che mi ispira molta simpatia oltre che ricordi piacevoli. Detto questo è chiaro che ha i suoi pro e i suoi contro, oltre al fatto che può essere interpretato in maniera più o meno offensiva. Si basa essenzialmente sui movimenti sincronizzati di coppie di giocatori e dalle loro caratteristiche dipende molto del risultato finale. E’ chiaro che il dribbling dell’esterno alto o la sovrapposizione del terzino sono soluzioni ovvie per arrivare al cross, ma ridurre tutto a questo determinerebbe un gioco alla lunga prevedibile oltre che dispendioso. Così molto allenatori oggi mettono i mancini a destra e i destri  a sinistra per favorire i tagli tra le linee e le combinazioni centrali anche con questo modulo apparentemente rigido.

 Ciao Adriano, tu che hai fatto parte della spedizione vincente al Mondiale 2006 e che conosci da vicino le dinamiche di una Nazionale di calcio, pensi che il modello di gioco portato avanti da Prandelli sia applicabile anche alle nostre squadre di club? Mi spiego meglio. A giudicare dalle partite disputate fino a questo momento dalla Nazionale, sembra ci sia stata un’inversione di tendenza rispetto alle passate guide tecniche: una precisa idea di gioco, maggior spazio per i giocatori di qualità, grande cura della fase di possesso palla, gioco d’attacco propositivo e non più speculativo. Se poi buttiamo l’occhio sul nostro campionato, difficilmente possiamo riscontrare questo modello (che non è solo tecnico-tattico ma anche etico ed educativo) nelle squadre di club. La Roma di Luis Enrique, pur incontrando difficoltà ed ostacoli lungo il suo cammino, pare rappresentare più di ogni altra squadra questa filosofia. Solitamente il nostro paese è restio ai cambiamenti e agli ammodernamenti, ma, appurata dal ranking Uefa la nostra arretratezza, non sarebbe il caso di seguire la linea adottata dalla Nazionale e tornare ad essere competitivi in Europa e nel mondo con una nuova idea di calcio? Grazie.  

Da: Roberto <robertosagli@hotmail.it>

Domanda articolata e complessa. Alla WC2006 l’Italia ha vinto giocando in modo molto diverso da quello che vuole oggi Cesare Prandelli che se vogliamo, anche se è sempre difficile fare paragoni storici, ricorda di più la Nazionale di Azeglio Vicini a Italia ’90. L’esperienza dimostra che si può vincere (o perdere) giocando in tanti modi. L’ultimo scudetto è stato vinto dal Milan dei 3 mediani facendo fuori il più tecnico e fantasioso dei centrocampisti italiani Andrea Pirlo. L’esperimento di Prandelli è, come dici tu, controcorrente rispetto a quello che propongono la maggior parte dei club. Per questo la sfida è ancor più intrigante ma, mancando abbastanza il retaggio culturale, è anche a grande rischio. Se devo pensare ad una squadra italiana che adotta una filosofia di gioco simili mi viene in mente solo il Catania di Vincenzo Montella, composta però quasi esclusivamente da giocatori argentini…

Salve Mister volevo sapere cosa ne pensava dell’atteggiamento di Conte durante la partita e il modo di relazionarsi con i suoi giocatori. Grazie

Da: Nazzareno <neno09@libero.it>

Me ne ha parlato a lungo Pirlo, mio allievo ai tempi di Brescia, di Antonio Conte e della sua gestione del gruppo. Andrea è entusiasta del suo approccio passionale alla squadra. Il tecnico bianconero è molto coinvolgente, crede fermamente in quello che propone e i giocatori lo seguono perchè percepiscono la sua sincerità e il suo trasporto. Insomma c’è empatia. Questo aspetto penso sia l’obiettivo primario che deve cercare un allenatore, soprattutto se alla sua prima esperienza importante con un gruppo di atleti più navigati di lui. C’è riuscito Allegri l’anno scorso al Milan, ci sta riuscendo Conte quest’anno alla Juve.

Aprile 2010: partita fantastica tra Inter e Barcellona. Marzo 2012: partita piuttosto deludente tra Milan e Barcellona e non solo per colpa del terreno di gioco…Il grande Mou studiò la gabbia su Messi utilizzando Thiago Motta e Zanetti in prima battuta; Allegri mi sa tanto che l’ha copiato e tutto sommato i rossoneri hanno interpretato in maniera esatta la partita patendo, semmai, la scarsa vena di Ibra e Robinho in fase offensiva. Adriano, ma cosa noti a livello tattico che ha reso il Barça molto più “umano” in questa stagione? Sicuramente c’è un pressing meno asfissiante e le motivazioni possono essere molteplici. Però, complice il gravissimo infortunio di Villa e quelli periodici di Sanchez, non trovi che nella fase offensiva sia troppo Messi-dipendente? Pedrito e Tello vengono fatti giocare sempre molto larghi e si cercano continuamente e ossessivamente gli sfondamenti centrali. Ma con le difese schierate non è una tattica troppo velleitaria?

Da: Giuseppe doctorjay <drgiuseppecolucci@libero.it>

Grazie Giuseppe di darmi lo spunto per tornare su questa partita. Penso che Guardiola stia pagando in questo momento due problemi. Poco equilibrio tra le due fasce, mancandogli Abidal spinge praticamente solo a destra con Dani Alvez, e mancanza di un attaccante veloce che dia profondità alla squadra quando Messi viene incontro. Sanchez si muove in maniera asincrona e le sue soluzioni sono sempre troppo improvvisate.  Detto questo il Milan è stato bravo a leggere la gara, tenendo la difesa a protezione e facendo aggredire Messi in prima battuta da Ambrosini. In questo caso è stata una fortuna che fosse infortunato Van Bommel!  Sono però d’accordo con Guardiola che il campo era pessimo e che al ritorno sarà tutta un’altra cosa.