Se la memoria non mi inganna conobbi Rafa Benitez quindici anni fa, quando era in viaggio di nozze a Firenze. Lasciò la moglie in hotel per venire a vedere il software che avevo realizzato per fare l’analisi della partita e che avevo battezzato DigitalSoccer. Molto tempo è passato  da allora, prestigiosa è stata la sua carriera che lo ha portato dall’Extremadura, squadra che allenava nel 1998, a panchine ben più prestigiose.

Un lungo viaggio fatto con passione, senz’altro, ma soprattutto con impegno, applicazione, voglia di studiare e capire. L’ultima tappa del suo affascinante percorso è Napoli, quasi la mia seconda città. Grazie a questo approdo ho avuto modo di incontrarlo nuovamente di scoprire una persona che non è stata cambiata dal successo. Ho ritrovato gli stessi tratti che gli hanno permesso di crescere nel tempo (non solo fisicamente…): curiosità, disponibilità, serenità.

Il Napoli scende in campo agli ordini di Rafa Benitez, si lavora quasi solo col pallone

Il Napoli scende in campo agli ordini di Rafa Benitez, si lavora quasi solo col pallone

Stare un’ora insieme a lui e al  suo staff è stato piacevole come lo fu stare nel suo studio tecnologico costruito nella Ciudad Deportiva del Valencia. Il motivo dell’incontro sempre lo stesso di quelli precedenti. Confrontarsi sulle diverse esperienze, scoprire nuove possibilità, trovare punti di contatto.

Abbiamo parlato molto della squadra, delle aspettative, di modelli di allenamento e strumenti di pianificazione e analisi. Mi è piaciuto il suo staff, partendo dai suoi collaboratori storici fino ad arrivare a Fabio Pecchia, una pedina fondamentale per la gestione del gruppo squadra. Ci sarà modo di approfondire ancora, si rivedersi.

Napoli gli sta dando tanto in termini di fiducia ed entusiasmo. La gente lo ama già. L’empatia è stata immediata, reciproca. Certo il vuoto di Cavani è grande, andrà colmato con calma. Tutti dovranno avere un pò di pazienza. Deve crescere una cultura e una mentalità nuova, più collettiva, con responsabilità condivise maggiormente.

Degli allenamenti e degli aspetti più tecnici ne parlerò nei prossimi giorni sulle colonne del Mattino. Carico solo un video con un’esercitazione simpatica 4 contro 1 in due settori con ricerca del passaggio filtrante per cambiare settore, evitando l’intercettamento.

Mi piaceva qui evidenziare le sensazioni più personali, intime, legate agli sguardi, alle intese, alle persone. Buon lavoro Rafa e ben tornato in Italia. Il viaggio verso lo scudetto è appena iniziato.