Autore: christianrizz

Verso la Challenge Cup 2014: in Asia, tutti possono puntare alla gloria

Può capitare che non tutti i fanatici di calcio abbiano come eroe personale Leo Messi, Cristiano Ronaldo e/o ogni altra superstar attualmente in voga sul palcoscenico mondiale. Può anche capitare che l’idolo di turno, invece di percepire decine e decine di milioni di euro ogni anno, debba sopravvivere con l’equivalente di circa 800 dollari al mese, come accade al nazionale nepalese Santosh Sahukhala, il calciatore più pagato di tutto il suo paese. E infine, accade persino che queste “star” un po’ diverse rispetto a quelle a cui siamo abituati, siano idolatrate da interi paesi o regioni. Di storie del genere in un continente come l’Asia se ne verificano moltissime, e hanno tutte la loro particolarità. Non per tutti la gloria deve coincidere col vincere la Champions League o i Mondiali, anzi, a volte il successo può significare anche qualificarsi ad un torneo sconosciuto ai più, come la Challenge Cup. La Challenge Cup è una coppa biennale contesa dalle nazionali asiatiche minori ed “in via di sviluppo”. Nonostante le squadre partecipanti non abbiano molta familiarità con il calcio ad alti livelli, il vincitore della manifestazione stacca un biglietto per la Coppa d’Asia del 2015, che verrà disputata in Australia, ed avrà la chance di confrontarsi con avversari di lusso. E senza la Corea del Nord, abituale dominatrice del torneo, esclusa a partire da quest’edizione, scoprire quale sarà l’outsider che proverà...

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Inter, andiamo a conoscere gli avversari del tour in Indonesia

  Verso la fine di maggio, l’Inter di Claudio Ranieri partirà per l’Indonesia con destinazione Jakarta per disputare una serie di amichevoli contro delle selezioni locali, come ultimo appuntamento della stagione. E’ un’occasione irripetibile per i tantissimi sostenitori della Beneamata di nazionalità indonesiana, perchè per la prima volta potranno confrontarsi da vicino con i loro beniamini. Ma l’Inter, che avversari si troverà di fronte? E il popolo nerazzurro, che cosa deve aspettarsi da questa strana ma avvincente tournèe? Indonesia, una nazione che vive per il calcio, ma… Da diversi anni a questa parte il calcio ha seminato tutti gli altri sport per popolarità e passione tra il popolo indonesiano. Si potrebbe benissimo dire che l’Indonesia è un paese che vive per il calcio, e in certi casi lo dimostra anche troppo platealmente (è sovente vedere incidenti sugli spalti tra le tifoserie). Ma ciò nonostante, il Team Garuda (così la nazionale viene soprannominato dai supporters) e i vari club non hanno mai ottenuto risultati degni di nota, nè sembrano sulla strada giusta per provare a strappare qualche successo. Infatti tra questioni politiche (addirittura esistono due campionati di prima divisione con due federazioni totalmente distaccate l’una dall’altra!), mancanza di strutture adeguate, soldi spesi male e completa inesistenza di progetti a lungo termine su basi solide, l’Indonesia continua a sprecare il proprio patrimonio umano collezionando delusioni. Ultime in ordine cronologico la sconfitta in finale contro gli acerrimi rivali della Malesia nei SEA...

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A-League, la situazione a dieci turni dal termine

Sebbene sia prevista per questo fine settimana la sedicesima giornata, considerando i vari match infrasettimanali la maggior parte dei club dell’A-League ha già disputato 17 partite, il che significa che il campionato ha abbondantemente superato il suo giro di boa. Con soli dieci turni al termine della Regular Season prima delle entusiasmanti finals, andiamo ad analizzare quella che è stata finora la settima stagione del massimo campionato australiano. La classifica: dominano i Mariners Dominatore incontrastato è stato il Central Coast Mariners del mago Graham Arnold, allenatore diventato ormai leggenda per il club gialloblu. La franchigia del New South Wales ha collezionato 37 punti, nove in più della seconda classificata, il Brisbane Roar, fermo a quota 28, dominatore della passata stagione. E proprio il Brisbane aveva incominciato il campionato in maniera straordinaria, con 6 vittorie e 2 pareggi nelle prime 8 giornate, striscia che aveva permesso agli Orange di superare il record di gare consecutive senza sconfitta tra tutti gli sport del paese, superando il record della squadra di rugby dell’Eastern Suburbs risalente addirittura a 76 anni fa, con 36 match di fila senza mai perdere. E proprio dopo lo storico traguardo, gli uomini di Ange Postecoglou hanno staccato la spina, perdendo addirittura le successive cinque partite, lasciando così la strada spianata per la vetta al Central Coast, che nelle ultime 14 partite disputate ne ha vinte undici, pareggiandone tre. La forza della squadra di Arnold non sta solamente in una grandissima organizzazione collettiva, permessa dallo spirito di sacrificio...

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Cambogia, il lavoro sui giovani tra amichevoli domestiche, accademie e…Cannavaro

I recenti disastri riportati ad ogni competizione disputata hanno costretto la federazione cambogiana ad una vasta revisione tecnico-organizzativa, con la speranza di ottenere risultati migliori già a partire dall’anno appena cominciato. Vediamo insieme le modifiche ed innovazioni apportate dalla CFA tra partite domestiche, varie scuole accademiche ed arrivi eccellenti, che ci riguardano da vicino. Obiettivo Suzuki Cup 2012: amichevoli e preparazione Il grande obiettivo (al momento utopistico) della federazione cambogiana è la qualificazione della nazionale maggiore alla Suzuki Cup, la massima competizione tra nazionali della Asia sudorientale che si terrà in Malesia e Thailandia nel dicembre prossimo. Per presentare una squadra quantomeno accettabile al torneo di qualificazione che si svolgerà solamente un mese prima della manifestazione in Myanmar, è iniziata una fase di preparazione che coinvolgerà ogni rappresentativa nazionale cambogiana, sia senior che under, per aumentare il quantitativo di talento a disposizione del ct coreano Lee Tae Hoon, indipendentemente dall’età dei calciatori. La prerogativa è semplice: giocare il più possibile per creare meccanismi funzionanti e per favorire il gioco di squadra. Lee Tae Hoon deve però trovare il giusto equilibrio per i suoi giocatori, che, non va dimenticato, sono divisi tra club e nazionale. Infatti molti di loro, ad esempio, salteranno la preparazione al campionato cambogiano per disputare una serie di amichevoli sotto la sua guida contro squadre della terza divisione locale, non proprio una scelta azzeccatissima. Le academies...

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Qatar, esonerato Lazaroni. Ma sono altri i problemi da risolvere

  Per la terza volta nell’anno solare, salta la panchina della nazionale del Qatar. La vittima questa volta è il brasiliano Sebastiao Lazaroni, che viene esonerato al termine dei deludenti Pan Arab Games, nei quali il Qatar è uscito al primo turno nel girone con Bahrein e Iraq, con i quali gliannabi non sono andati oltre due pareggi. Lazaroni conclude dunque la sua avventura con 10 partite disputate, 2 vinte, altrettante perse, e 6 pareggiate. Un rendimento non certo esaltante, ma la maggior parte delle colpe non sono da attribuire a lui. Comprare i giocatori non basta Inutile negarlo, la federazione qatariana, per rinforzare la nazionale, negli ultimi anni ha sfruttato tutto il denaro in suo potere, imponendo agli sceicchi dei club di ingaggiare calciatori stranieri da naturalizzare. E’ il caso di Marcone, Lawrence Quaye, Mohammed Kasola, Sebastian Soria, Fabio Cesar Montezine e altri, ed il numero è destinato ad aumentare nel corso degli anni, soprattutto in vista del Mondiale del 2022. Questo perchè i calciatori locali non vengono reputati all’altezza di competizioni quali la Coppa d’Asia e le Qualificazioni Mondiali. E se un allenatore possiede solamente una manciata di giocatori di un certo livello, non gli si possono chiedere gli straordinari (i calciatori locali sono oggettivamente mediocri). Anzi, il Qatar di Lazaroni non ha perso nemmeno una partita nel terzo turno verso Brasile 2014, e la possibilità di passare il turno è ancora più che mai viva. Esonerare...

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