Grazie ad Antonio Comi, direttore generale del Torino e grande appassionato di pittura e fotografia, ho potuto conoscere un universo profondo della città nato con l’arte povera e sviluppatosi negli ultimo trent’anni seguendo con grande interesse la crescita e la maturazione di tante correnti artistiche.

Così nei giorni scorso ho potuto conoscere Sergio Bertaccini e sua moglie, proprietari dall’1987 della galleria In Arco, punto di riferimento (citando letteralmente Luca Beatrice) del rinascimento culturale della città, sita in Piazza Vittorio Veneto al numero 3, nello stesso interno dove 5 ragazzi cominciarono negli anni 90 a progettare quella rivoluzione sonora di nome Subsonica.

Abitando in questa zona fantastica, eccitante, fascinosa di Torino è stato per me un contatto importante. Già dalla prossima settimana sarò felice di tornarvi per vedere la mostra di Mario Schifano, un’artista di cui mi ha parlato molto Comi e che ho trovato esposto anche da Artissima.

Ho ritrovato in lui una mania molto vicina alle mia: quella di fotografare il monitor della televisione per immortalare l’attimo fuggente e di lavorarci in grafica per evidenziare degli aspetti altrimenti sfuggenti. Mario Schifano lo fa in modo artistico e personale tirando fuori dallo schermo l’emozione recondita che lo sport può regalare a chi sa guardarci dentro.

Un'attimo fuggente colto da Schifano

Mario Schifano coglie il dinamismo di bici e ciclisti

Ho voluto citare Luca Beatrice, critico d’arte e appassionato di calcio, perchè ho avuto, tra i tanti incontri avvenuti all’interno dell’Oval, il piacere di conoscerlo personalmente. Una persona squisita oltre che amico sincero di Paolo Rossi, il mio compagno di scrittura del libro “la Juve di Conte”.

Passeggiando con Comi e mia moglie Silvia per Artissima, nel giorno della sua Preview, ci siamo imbattuti naturalmente in Helmut Newton e nell’incredibile sensualità dei suoi scatti, a volte ereditati dalle polaroid di Carlo Mollino scattate negli anni 50, grande pallino di Comi stesso.

Mia moglie Silvia, Antonio Comi e un gallerista immersi nelle fotografie

 

Tra le tante sorprese di questa bella giornata dove come spesso accade Arte e Sport si fondono, anche quella di sentirmi chiamare alle spalle: “Adriano! Mi riconosci?”mi viene incontro un giovane con occhialini intellettuali mi dice “ma come mister mi hai allenato all’Ospitaletto”. Ahhh Nicola Mafessoni, un’ala tutto dribbling e poco fisico che a quei tempi (stagione 98/99) era poco più che un ragazzino. Ora fa il gallerista a Berlino, per la Galerija Gregor Podnar ed espone ad Artissima. Comi lo squadra e poi gli dice “ragazzo hai fatto bene a fare il gallerista” lui prontamente “l’avevo capito alla quarta panchina consecutiva che mi aveva fatto fare Bacconi”. Il mondo è piccolo ma è anche bello!

Scultura in fibra di vetro di una giovane artista americana