Questo  mio quarto documento eposto sul  blog di Adriano l’ho scritto prendendo spunto da un articolo uscito su un giornale sportivo nazionale che esponeva con certezza il proprio giudizio sul miglior portiere del campionato.                                            Infatti al termine, o come nello specifico durante un campionato o di una competizione sportiva, attraverso il giudizio degli addetti ai lavori o dei giornalisti sportivi e talvolta aspecifici alla discilina, si determina o si annuncia spesso con pareri contrastanti il miglior portiere.

Si presume che questo avvenga con uno studio e  una attenta analisi di confronto sul rendimento dei vari atleti partecipanti alla competizione. In qualsiasi ambito lavorativo per avere un corretto parametro valutativo in modo che si presti a un confronto corretto e oggettivo si prendono in considerazione i dati ricevuti dalle diverse variabili adottate.

Nonostante la prestazione calcistica sia indubbiamente influenzata principalmente dalle qualita’ tecnico tattiche (aspetti cognitivi e tecnici), quiindi difficili da parametrare, poche esperienze di ricerca, quasi tutte non validate scientificamente sono state completate e riconosciute, a differenza di molteplici studi diretti ad indagare sulle componenti fisiche della prestazione atletica muscolare organica dei calciatori.

In effetti misurare, forza, velocita’ e resistenza per esempio con test specifici e’ molto facile e usato sistematicamente nel calcio d’elite.

Per quanto riguarda la valutazione prestativa corretta del portiere e il suo rendimento nella singola  partita  o nell’ intero campionato con la possibilita’ di poterlo paramentrare con gli altri estremi difensori viene elaborata come ho gia’ detto da persone o da tecnici in maniera empirica e del tutto soggettiva.

Nel calcio , e soprattutto nel portiere, le skills hanno caratteristiche aperte, comprendono quindi aspetti cognitivi quali decisionali, percettivi ed anticipativi, ma questi aspetti rappresentano solo dei buoni modelli di movimenti e non significano e soddisfano il valore prestativo specifico dell’estremo difensore nell’ambito di gioco. In altre parole un portiere deve esprimere la giusta tecnica, sia come scelta che come espressione al momento giusto, quindi quando serve,  e con la massima velocita’ possibile.

Tutto questo non riguarda solo l’ intervento inteso come parata, ma soprattutto la conoscenza del pensiero comune nell’ambito del reparto e dei concetti di squadra per sapere prevenire, anticipare e impedire con partecipazione cognitiva le eventuali conclusioni degli avversari.

Ho voluto fare questa premessa per potervi porre una domanda di riflessione.

E’ possibile che la squadra che durante la stagione ha ricevuto il maggior numero di conclusioni, risultando anche la peggior difesa, veda il suo portiere, che non ha partecipato assolutamente all’aspetto di prevenzione, eletto miglior portiere del campionato, escludendolo quindi dalla responsabilita’ del pessimo andamento della squadra?

Non pensate che ci possa essere una correlazione tra numero di conclusioni ricevute e di reti subite, con un’ inadeguato rendimento del portiere nel gioco e nei meccanismi di squadra, come avviene nella valutazione del reparto difensivo?

Un saluto a tutti

Alfredo Magni