La lettura de “Il viaggio dell’elefante” di Josè Saramago è coincisa con una rapida trasferta di lavoro a Vienna.

Saramago 1: La vita se la ride delle previsioni e mette le parole Dove noi abbiamo immaginato dei silenzi…

Saramago 2:  Il passato è un’immensa pietraia che tanti vorrebbero percorrere come se si trattasse di un’autostrada mentre altri, pazientemente, vanno di sasso in sasso, e li sollevano, perché hanno bisogno di sapere che cosa c’è sotto.

 

Così oltre ad incontrare una vecchia conoscenza del calcio italiano come Markus Shopp, nazionale austriaco e tornante di quel Brescia di Mazzone che annovarava nelle sue fila giocatori del calibro di Baggio e Guardiola, attualmente allenatore della squadra Juniores dello Strum Graz, ho potuto indagare un pò sull’elefante Solimeno.

Bacconi insegna a leggere ad una scimmia

La storia fantastica (ma fino ad un certo punto) del pachiderma “divino” che a metà del Cinquecento attraversò l’Europa da Lisbona fino a Vienna, compiendo nel frattempo anche qualche miracolo, per arrivare alla corte dell’Imperatore d’Austria, per gentile donazione del re del Portogallo. La carovana che si avventurò in questo trasferimento impervio e paradossale era guidata dall’arciduca Massimiliano II e da sua moglie Maria, figlia di Carlo V.

Una raffigurazione dell’Imperatore Massimiliano I

Per una strana e simpatica coincidenza in questi giorni a Vienna, al Museo Albertina va di scena la mostra “L’imperatore Massimilano I e l’arte dell’epoca di Durer”. Una delle sale è dedicata proprio alla rappresentazione dei cortei trionfali. Una pergamena di vitello, naturalmente tutta incisa a mano da artisti d’epoca, con raffigurate le gesta dell’imperatore, dei sui corazzieri e anche della servitù. Passo dopo passo, mi sono messo a cercare tracce, tra queste carovane piene di vessilli e umanità varia, di un elefante, una razza che da quelle parti era praticamente sconosciuta.

E dopo un pò l’ho trovato! E’ stata una folgorazione. Avevo il sentore che Saramago non si fosse inventato tutto, ma scoprirlo coi miei occhi è stata una bella emozione.

Con mia moglie sulla terrazza del Palazzo Albertina

Con mia moglie ci siamo visti poi anche gli altri spazi espositivi della mostra (interessanti ed estrosi alcuni artisti contemporanei) e gironzolato per Vienna, addobbata a festa per l’imminente arrivo del Natale, ma certo quel momento è stato quello che  più ha colpito la mia fantasia.

Spirituality is not shopping, Zenita Komad (2011)

Studi anatomici, Tomak (2012)